Lezioni di Cartografia Antica

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A cura di Rolando Berretta

proiezioni2Perchè parlare di Cartografia antica? Non basta tutto quello che è stato pubblicato?
Se pensate di sapere già tutto non posso che congratularmi con voi. Personalmente non ne ho mai capito molto.
Le lezioni che sono raccolte in questa sezione sono indirizzate a tutti coloro che si sentono confusi dalle troppe informazioni discordanti in merito.
Ma partiamo dall’inizio.
Sin dalla notte dei tempi l’uomo ha sempre provato a rappresentare il proprio territorio, utilizzando materiali specifici. Molte raffigurazioni ci sono giunte in buone condizioni ed è stato perciò facile decodificare la tecnica usata per descrivere il proprio orizzonte.
L’aspetto che più ci interessa è capire in che modo immaginavano e quindi raffiguravano tutti quei territori che si trovavano oltre questo orizzonte. Anche su questo argomento sono state redatte intere opere divulgative.
Vorrei attirare la vostra attenzione su Pitagora che fu il primo studioso ad ipotizzare la teoria di una Terra sferica. Fare i nomi di Tucidide o Aristotele sarebbe troppo semplice. Impresa più ardua è spiegare cosa avesse di speciale l’aria di Alessandria d’Egitto, dove autentici geni ci hanno lasciato stupefatti con le loro intuizioni matematiche applicate alla cartografia.
Dicearco ed Eratostene sono, ancor oggi, maestri insuperabili che introdussero i meridiani, i paralleli e, ancora più incredibile, le prime proiezioni. Il tutto in maniera puramente teorica. Non vi era alcun modo di determinare e verificare la composizione della sfera. Eratostene, come è noto, attraverso il calcolo della misura dell’ombra proiettata in due pozzi, riuscì a calcolare il diametro della Terra. Fino ad arrivare al Maestro: il geografo Claudio Tolomeo e alle sue due proiezioni.
proiezioni1Nelle sue rappresentazioni erano presenti solo 180° sull’equatore che tuttavia erano sufficienti. Furono anche inseriti i tropici e il parallelo di Rodi (a 36° nord n.d.a.) come precedentemente postulato da Eratostene.
I Romani, strano ma vero, trovarono poco convincente questo sistema e lo ignorarono, mentre fecero loro il Calendario. I Greci seguitarono a computare gli anni contando le olimpiadi con i vari Arconti di Atene.
Vi è mai capitato di osservare una rappresentazione Tolemaica della Terra?
Per quello che mi riguarda ho individuato il golfo di Cagliari di fronte a Civitavecchia. L’Italia subisce una strana inclinazione all’altezza di Napoli. Tuttavia esistevano le tavole e i gradi ma dobbiamo riconoscergli il merito di essere riuscito a misurare anche le lontane contrade asiatiche.
Con l’arrivo dei Barbari tutto fu dimenticato e comparvero le mappe a T.
L’onnipresente Gerusalemme, la Torre di Babele, la fonte della eterna giovinezza e il regno delle Amazzoni, i luoghi ricercati da Alessandro Magno, fecero la loro prima apparizione sulle carte. Un miscuglio di raffigurazioni tratte dalla Bibbia e dai miti Greci, come ad esempio l’isola di Taprobana, ove furono relegati gli Angeli ribelli, e le isole Fortunate. Veri capolavori artistici.
Fortunatamente la cultura tornò in Europa e con la riscoperta di Claudio Tolomeo riemerse il mondo sferico.
La nostra conoscenza nel frattempo aveva immaginato la Terra come un disco piatto. Ritornarono in voga le misure e le proiezioni e si cominciò a viaggiare per il mondo, fino alla scoperta epocale dell’America.

mondowaldeEd ecco il Nuovo Mondo. Furono finalmente completati i 360° di meridiano. Le raffigurazioni delle terre emerse sono ovviamente molto approssimative ma d’altra parte è in linea con le tecniche dell’epoca.

 Tuttavia per la cartografia più moderna sarà necessario aspettare ancora qualche secolo.
Questa è la storia ufficiale della cartografia. Fatta di Meridiani, paralleli, tropici e via dicendo.
Tali nozioni erano chiaramente ancora da comprendere al meglio ma fu già importante riconoscerne l’esistenza.
Il passo successivo è rappresentato dall’avvento dei Portolani, caratterizzate da un gran numero di linee che ad ogni modo non erano né meridiani né paralleli.

I mercanti tenevano ben nascoste queste preziose mappe. Erano infatti in grado tranquillamente di navigare lungo il Mediterraneo e il Mar Nero. Questi Portolani non avevano nulla a che vedere con le primitive raffigurazioni tolemaiche.
Sembra che linee tracciate sulle carte rappresentassero le 16, 32, 64 o 128 direzioni che potevano essere solcate dai marinai. Secondo la scienza l’argomento è chiuso e non troverete altro.
portolanoI profili costieri sono impressionanti per la precisione.
 Le linee spariranno solo nel XIX secolo quando la cartografia tornerà ad essere una scienza fatta di calcoli geometrici e rilevazioni a 360° su tutto il Globo.
La questione è talmente imbarazzante per il mondo accademico che c’è chi ha iniziato a parlare di civiltà antidiluviane o, addirittura, di alieni che ci hanno fotografato dallo spazio. Qualche altro studioso, a mio parere più saggiamente, tira in ballo i Cinesi. Ma quando sarebbero giunti nel Mediterraneo a cartografarci? Dopotutto ne sapevano quanto gli europei. Se eliminiamo la teoria del Mediterraneo antidiluviano, se non prendiamo in considerazione l’ipotesi cinese, quale spiegazione rimane?
Quella di un’antica civiltà mediterranea di cui abbiamo perso il ricordo e che deve aver lasciato tracce in altri LIDI. Qualche indizio per fortuna è rimasto.

Ho maturato sin dall’inizio il sospetto che Dicearco, Eratostene e tutti gli altri geografi del passato avessero semplicemente copiato in modo errato le proprie fonti. I Romani non si basarono quindi su ciò che uscì dall’Accademia. A Pompei si è conservato un documento che dimostra questa affermazione: gli Ananas dipinti all’interno della Casa dell’Efebo.

Indice delle lezioni

1. Breve introduzione storica (pdf, ca. 170 kb)
2. La cartografia e le grandi scoperte geografiche (pdf, ca. 130 kb)
3. Corso di cartografia – 1° parte (pdf, ca. 450 kb)
4. Corso di cartografia – 2° parte (pdf, ca. 280 kb)
5. Corso di cartografia – 3° parte (pdf, ca. 600 kb)