“La saggezza che un saggio tenta di trasmettere suona sempre simile alla follia”

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Editoriale di Terra Incognita Magazine n.14

di Andrea Somma

Vincent Van Gogh – Autoritratto

Vincent Van Gogh è universalmente riconosciuto come uno dei più grandi esponenti della pittura mondiale al punto che molti dei suoi quadri sono noti anche a tutti coloro che non sono appassionati di arte. Allo stesso modo, il pittore olandese è celebre per la sua pazzia o, meglio, follia. Anche chi non ha mai approfondito l’esistenza di Van Gogh è a conoscenza dei suoi atteggiamenti eccentrici; dei suoi rapporti burrascosi con la famiglia e con la gente; del fatto che in un impeto di “rabbia” sia arrivato a tagliarsi un orecchio, prima di porre fine lui stesso alla sua esistenza.
Ma leggendo una sua biografia scritta da Giordano Bruno Guerri, si capisce come in realtà quella che è passata alla storia come follia, non è realmente tale. Van Gogh era incompreso, nel suo modo di vivere la vita e di vedere le cose, di affrontare l’arte e rappresentare la realtà nelle sue tele. Van Gogh ha semplicemente vissuto un’esperienza comune a molti dei più grandi “rivoluzionari” del proprio tempo e del proprio campo: Van Gogh aveva la capacità di vedere oltre il comune, al di là del semplice piano materiale delle cose. Aveva il coraggio di sfidare la conoscenza comune ed “offendeva” l’arte rompendone gli schemi e sperimentando nuove soluzioni non ortodosse. Venne per questo bollato con il marchio indelebile della follia.
Insomma nulla di nuovo sotto al sole. Ma quanti “folli” ha avuto la nostra storia e quanti di essi hanno portato ad un cambiamento radicale del nostro sapere? In fondo tutte le più grandi scoperte della nostra era nascono da “folli” che hanno messo in discussione l’universalmente conosciuto per dimostrare qualcosa di nuovo. Galileo Galilei e Cristoforo Colombo sono solo due esempi lampanti.
Aristotele diceva: “non esiste grande genio senza una dose di follia”, perchè è proprio la follia che deve guidare uno studioso nella ricerca di risposte alternative, soprattutto quando queste si scontrano con asserzioni vecchie di decenni, se non addirittura di secoli, come avviene in molti campi dello scibile. Il passaggio tra ortodossia ed eresia è davvero minimo e a volte quasi invisibile, perchè partono da una base comune, deviando leggermente solo nella sua conclusione. E’ proprio su quella sottile linea di demarcazione che Terra Incognita ha deciso di muoversi e di fondare il proprio credo. Se condividete la nostra filosofia accompagnateci nel nostro viaggio, altrimenti chiamateci pure folli!