FENIX E X-TIMES contro l’anti-cultura

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di Gino Pitaro

(tratto dal numero 3 della rivista Fenix e gentilmente concesso dalla redazione)
 

Un momento della conferenza
Un momento della conferenza

Era stato atteso a lungo, questo ritorno a Roma della libera informazione e non ha deluso, pur nella sua insolita forma di conferenza-inaugurazione delle nuove riviste FENIX e X TIMES.
Nell’accogliente sala dell’abergo Villa Maria, incastonato nella cornice naturale di Villa Sciarra e del Gianicolo, la conferenza si è aperta con il saluto di Andrea Frasca, in rappresentanza della X Publishing. Mentre la realtà delle riviste è già sotto gli occhi di tutti, nelle edicole, il pensiero va subito a chi ha ritenuto necessaria una iniziativa, in un panorama editoriale pressoché omologato, che portasse un contributo vero… così FENIX è un simbolo di resurrezione, come la stessa croce del Cristo, ma la “X”, che campeggia sulle copertine, di entrambe i mensili, porta con sé il significato di “incognita”, a ben stigmatizzare i tempi che stiamo vivendo. Ad approfondire, e in modo fulminante, è stato Adriano Forgione, direttore di FENIX , che ha illustrato le ultime vicende e il nuovo corso, la nuova linea editoriale che riprende e sviluppa quanto ha espresso negli anni scorsi il gruppo redazionale storico, che ora realizza le nuove testate. La vera relazione di Forgione inizia subito dopo, con una disamina della fenomenologia crop circles dell’estate 2008, formazioni sempre più complesse e articolate, che ci ripropongono i temi della nascita di un nuovo mondo, ma anche di monito e avvertimento contro entità negative, i grigi e altri, che non sono affatto ciò che dicono di essere, e che sono portatori di falsi doni e finto progresso.
Esemplare, l’esposizione di Forgione, altrettanto lo sono i suoi articoli dedicati a questi temi nelle pagine dei nuovi magazine. A mio avviso la sua è la migliore spiegazione fenomenica esistente dei cerchi nel grano, che sono legati anche, ma non solo, agli studi che derivano dagli esperimenti di cimatica. Adriano ci ricorda che sta cambiando qualcosa nella banda dell’ultravioletto dell’idrogeno, quindi cambiano le vibrazioni elettromagnetiche e gli effetti sponda degli altri pianeti del nostro sistema solare. Ricordiamo che H, cioè il simbolo di questo elemento, è anche espressione del piombo dell’alchimista, quindi di ciò che viene trasformato in oro, e in definitiva della materia grezza che viene forgiata in materia nobile. È l’avvento dell’Israel spirituale che, come esplicato dalla stella di Davide, simboleggia la pienezza del maschile e del femminile, ma sono molte altre le analogie che Adriano coglie ed espone. Siamo alla vigilia di grandi cambiamenti e reminescenza di un grande e ciclico cambiamento nel passato remoto sono per esempio le fontane leonine dalle quali sgorga acqua, che testimoniavano l’ingresso nell’era dei pesci, mentre ci accingiamo ad entrare in quella dell’acquario.
Forgione, in chiusura, ha ricordato che è già attivo il nuovo BOOXTORE per tutte le pubblicazioni librarie, e che sono in fase organizzativa viaggi esclusivi in Egitto e Perù presso luoghi inaccessibili alle grandi masse turistiche che convergono in importanti siti archeologici. Mike Plato ci introduce a quella spiritualità perduta, la storia segreta della tradizione primordiale, a quella pienezza relativa alla figliolanza divina che costituiva il vero Eden dell’uomo, oggi decaduto. È interessante sapere che la discesa dell’uomo, come testimoniato da fonti autorevoli, passa per “tre adami”, cosa sconosciuta ai più tra i quali anche io. Mike Plato, attraverso lo studio del sapere gnostico, dei grandi mistici del passato e dell’autentico senso di scritture antiche sconosciute o strappate al sapere comune ci riconduce ad un’analisi forte e pregnante dello stato dell’uomo di oggi e di quello che potrebbe diventare. Ci espone i motivi di questo decadimento con dovizia di citazioni, illustrandoci come tutto ciò possa nascere dal desiderio negativo di appropriarsi delle facoltà creatrici del divino. Uno degli ospiti più attesi della giornata era Roy Doliner, autore assieme a Benjamin Blech del libro edito da Rizzoli “I Segreti della Cappella Sistina e il Messaggio proibito di Michelangelo”, un saggio già best seller sui misteri nascosti del capolavoro rinascimentale.
Costruita sulla pianta del Tempio di Salomone, la Cappella Sistina venne edificata secondo il clima politico e culturale che avevano instaurato i Fiorentini sull’onda di una crescita economica e culturale della città gigliata.
Mentre a Roma ancora vigeva un antisemitismo imperante, a Firenze la classe emergente e i nuovi costumi prevedevano invece l’integrazione e la piena espressione della cultura ebraica. Michelangelo protetto dal casato mediceo è totalmente immerso in questo humus culturale. A Roma conosce il cattolicesimo fiorentino e non quello intollerante dell’Urbe, e questa sua originaria formazione non poteva non influenzarlo nei suoi capolavori. Pochi sanno che quando venne restaurata da Michelangelo una delle presunte insegne INRI sulla testa della croce, l’artista riscrisse in ebraico “GESU’ UN NAZARENO, UN RE DAGLI EBREI” secondo una definizione compatibile con la cultura giudaica, ma gli aspetti maggiormente pregnanti che Roy Doliner ci offre sono gli esempi contenuti nella Cappella Sistina.
Dall’iconografia tradizionale, ma errata, che vede il frutto della mela del passo biblico di Adamo ed Eva, a quella molto più pregnante del frutto del fico rappresentata da Michelangelo, dato che Adamo ed Eva per la vergogna si ricoprono con foglie di quest’albero, coerente peraltro alla giusta visione ebraico-cristiana, che vuole che Dio, all’interno di un problema causato dall’uomo vi inserisca già la soluzione; altro esempio è Aminadab (dalla genealogia ebraica di Abramo, che significa “Dal mio popolo il Principe-Cristo) che fa il segno del diavolo in direzione del trono papale; vi si trovano poi accanto a Geremia non l’Alfa e l’Omega, ma le lettere ebraiche. Michelangelo esprime anche qui la sua avversione per il papato attraverso la concezione giudaica che un sacerdote che non sia in grado di distinguere le due lettere mute dell’alfabeto ebraico non è degno di officiare. Altro particolare, anche se quelli di nota sono molti altri, è il Cristo trionfante, il quale indica un angelo che a sua volta indica un ebreo iconograficamente ineccepibile mentre fa il segno o gesto del monoteismo. Nel pomeriggio, la seconda parte della conferenza è stata dedicata ai temi di X TIMES, quindi all’Esopolitica con un dibattito di alto livello internazionale. Ottimamente coordinato da Paola Harris e Maurizio Baiata, il “panel” vedeva la partecipazione di nomi noti, come Robert Fleischer (Germania) e Frederik Uldall (Danimarca) e di volti nuovi, come gli spagnoli Pepòn Jover (psicoterapeuta) e la sua compagna Gogo, e dello svedese Torbjörn Sassersson (Exopolitics Svezia).
Il movimento esopolitico nasce in Europa su istanze che, anche prendendo vita da quanto si è fatto finora negl i USA, ne vanno determinando una diversa identità: l’Esopolitica Europea dovrà unire gli intenti, paese per paese, perché, singolarmente non potranno arrivare i frutti sperati. In questo senso, i programmi dei giovani alfieri dell’esopolitica del nostro continente avranno voce, entro e fuori i propri confini e, sia chiaro, sarà difficile, a vedere quanto accade in Germania, in Svezia e Danimarca, dove non solo l’appiattimento culturale pesa in negativo, ma dove manca del tutto il contributo degli ufologi tradizionalisti, che ancora non comprendono il significato di Esopolitica, o vogliono ignorane il messaggio. Lo hanno ribadito gli applauditi e pregnanti interventi successivi, di Antonello Lupino e Pino Morelli, pieni di interrogativi che sollecitano risposte impellenti. Inattesa e molto gradita, la presenza dell’attore Enzo De Caro, il cui intenso discorso sull’importanza del condividere esperienze e studi differenti, ha colpito al cuore chi vuole una ricerca ancora divisa e frammentata. Breve, ma incisiva, anche la partecipazione di Pablo Ayo, che ha dato il via all’ultima sessione di lavori, un acceso dibattito fra esperti e pubblico, innescato da Paola Harris, come era giusto fosse, per una manifestazione che ha salutato il breve ritorno in Italia della giornalista italoamericana, animatrice del movimento esopolitico europeo. Però, in sostanza, il convegno voleva annunciare, rafforzare e legittimare l’esistenza di due nuove testate, che devono e vogliono riempire un vuoto editoriale abbastanza assordante.
È stata questa la ragione del convegno: per chi vuole fruire di un’informazione libera, indipendente, profonda e di controcultura, se quella dominante è anticultura.

Fisica Quantistica e Corpo di Luce

La rivista FENIX e il direttore Adriano Forgione hanno partecipato ad altri due importanti eventi nazionali. Il primo, Contattismo, una Voce dallo Spazio, organizzato dall’associazione Saras di Giuliano Falciani, svoltosi con grande successo di pubblico il 23 novembre scorso a Pisa. Oltre 500 persone attente hanno seguito le relazioni di Paola Harris, Adriano Forgione, Antonello Lupino, Liala Graziano, il “rapito” Pierfortunato Zanfretta e i contattisti Maurizio Cavallo, Giorgio Dibitonto e Katia Bortolas.
Sebbene l’argomento ufologico sia lontano dai temi di FENIX, il nostro direttore ha offerto una lettura innovativa del fenomeno contatto, presentando una relazione in cui spiega, attraverso le acquisizioni della fisica quantistica, il contatto con entità multidimensionali, che egli definisce “Esseri della Matrice”, alla base di molte forme di contatto a suo parere erroneamente definite ufologiche. Tali forme di contatto sono oggi oggetto di studio da parte di accademici come Rick Strassman psichiatra dell’Università del New Mexico ed Ede Frescka, psichiatra dell’Università di Bucarest, che le considerano del tutto analoghe alle tradizionali ed antiche forme di contatto tra gli sciamani e gli spiriti ottenute mediante il sapente impiego di piante sacre. Dunque fisica quantistica, sciamanesimo e contattismo trovano oggi nello studio dell’universo olografico e della matrice universale una spiegazione unitaria. Forgione, anche grazie all’aiuto di citazioni tratte dai testi sacri dimostra come questi fenomeni siano sempre esistiti e che gli antichi conoscevano i dettami dell’universo quantistico e degli esseri energetici che lo popolano, associandoli al divino. Un viaggio nei mondi interiori del subnucleare, visto come porta di accesso al macrouniversale e alle multidimensioni della tanto studiata Luce Oscura. Tali argomenti secondo Forgiane sono la base di quello che nelle Tradizioni antiche è chiamato “Corpo di Luce”, il vero punto di arrivo dell’evoluzione umana.
Quest’argomento è stato presentato anche alla conferenza La Matrix dell’Universo, organizzata a Roma da Massimo Fratini direttore del magazine online www.segnidalcielo.it e svoltasi il 7 dicembre scorso. Relatori, oltre al nostro direttore editoriale, il fisico quantistico Vittorio Marchi, dell’Università La Sapienza di Roma, quindi Ovidio Victor Hurukan e lo stesso Massimo Fratini. La conferenza ha evidenziato il profondo legame che esiste tra Fisica Quantistica, DNA, Mondi Interiori, Multidimensioni, Trasformazioni planetarie e galattiche.