Editoriale n.1 – Gennaio 2007

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di Alessandro Moriccioni e Andrea Somma

Quando si parla di archeologia è spesso necessario porsi per primo un quesito importante. Di quale archeologia stiamo parlando? Di quella ortodossa, basata su dati e cronologie dogmatiche ed inappellabili, o di quell’archeologia di frontiera che tanto va di moda?
Potrà apparire di certo un paradosso ma, in una società pragmatica e tecnologica come la nostra, dove non ci dovrebbe essere nemmeno più spazio per un Dio, sembra che sia diventato impossibile credere che esclusivamente l’ingegno umano abbia portato all’evoluzione delle civiltà che ci hanno preceduto. Così, per chiunque si avvicini con occhio critico a questa disciplina, diventa difficile anche solo attribuire le piramidi all’Egitto dinastico.
Lasciando da parte storie assurde di turisti alieni incapsulati in dischi volanti argentati, che tuttavia molti preferiscono alla realtà storica, abbiamo deciso di scovare in questo paradosso ciò che di vero c’è nell’innata fede umana nella leggenda. Se guardiamo la questione da un punto di vista imparziale noteremo come sia facile accettare tesi strampalate sulle origini dell’umanità, ma soprattutto scopriremo quanto ciò che presumiamo di sapere, solo perché insegnato nelle università, sia spesso falso e fazioso. Esistono nozioni consolidate da tempo palesemente costruite per ovviare ad una mancanza cronica di documentazione attendibile. Per non parlare poi di quei casi in cui la documentazione attendibile è stata distrutta, trafugata o archiviata in sotterranei museali inaccessibili.
Dunque, lo scopo di questa nuova testata, che abbiamo voluto chiamare Terra Incognita, cioè Terra sconosciuta, non sarà solo quello di proporre visioni “alternative” della storia e dell’archeologia moderne, ma soprattutto quello di separare il più possibile, attraverso continue ricerche e confronti, ciò che potrebbe essere vero da ciò che, invece, è palesemente falso. Che questo implichi poi l’indebolimento di tesi ufficiali o alternative, ha per noi davvero poca importanza.
Non si tratterà certo di un compito semplice da assolvere e sono troppi gli interessi economici che gravano sulle scoperte e sulla loro collocazione nella storia…