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Nuove rivelazioni sul segreto delle Piramidi di Giza

Pubblichiamo l’articolo scritto da due ricercatori che gettano una nuova luce sull’antico progetto alla base della creazione del sito monumentale di Giza

di Armando Mei e Monica Benedetti

Uno degli aspetti più significativi della nostra ricerca è incentrata sulla “curiosità” di verificare se il Progetto Originario di Giza comprendeva solo le Piramidi e la Sfinge oppure  qualche altro monumento. Questa esigenza è una diretta conseguenza della Teoria sulla Datazione Storica dello Zep Tepi presentata nel 2010 alla Conferenza internazionale di Dubai e proposta nel nostro libro “Giza: le Piramidi Satellite ed il Codice Segreto”. Con questo lavoro, infatti, abbiamo riformulato il preciso allineamento dei monumenti di Giza con la Volta Celeste esattamente al 36.400 a.C. Ovviamente basandoci su un’analisi scientifica dei dati, elaborando variabili matematiche ed astronomiche nonché miti e simbologie ad esse attinenti. Abbiamo rilevato, infatti, che i monumenti e le costellazioni si allineano alla perfezione soltanto in questo Tempo  (https://sites.google.com/site/progettotaut/pubblicazioni/lo-zep-tepi-e-la-scienza-moderna).  Il risultato è stato molto apprezzato dalla comunità scientifica internazionale così da entrare in sintonia e collaborazione con alcuni famosi esponenti della ricerca archeologica indipendente. Tuttavia, il risultato conseguito ci lasciava qualche dubbio sulla reale completezza della formulazione proposta, soprattutto in ragione della presenza di un elemento, nella Volta Celeste, che non sembrava avere un corrispondente terrestre: Sirio!
La Stella, come noto, è associata alla dèa Iside, una protagonista principale di tutta l’epopea dello Zep Tepi legata alla figura di Osiride al quale sono ascritte – simbolicamente – le tre Piramidi Maggiori di Giza. Quindi, mentre le Piramidi e la Sfinge avevano corrispondenti astronomici nella Costellazione di Orione e nella Costellazione del Leone, Sirio sembrava non avere alcun corrispondente terrestre… Ci è sorto quindi il dubbio se la teorizzazione proposta fosse errata oppure c’era qualcosa, sulla Piana, che nessuno ancora aveva considerato.
Nell’elaborazione dei dati astronomici, abbiamo rilevato che la stella di Iside era posizionata esattamente a Sud-Est, compresa tra Orione ed il Leone, per diretta conseguenza ci siamo messi a setacciare la Piana di Giza proprio in corrispondenza di quella cardinalità. Così ci siamo imbattuti nella dimenticata Tomba di Khentkaus, regina che fa tra traghettatrice tra la IV e V Dinastia, figlia di Micerino e madre dei primi tre faraoni della V.
Abbiamo capito subito, che quel monumento, apparentemente poco rilevante, nascondesse un valore decisamente notevole. Innanzitutto, ciò che ha attratto la nostra attenzione è la forma a spirale della sua base. La Tomba infatti presenta una caratteristica unica in tutto l’Egitto: una base interamente scavata e sagomata nella roccia viva sulla quale poggia una mastaba di fattezza sicuramente dinastica. Ma quella roccia preesistente chi l’ha lavorata? Certamente i rudimentali attrezzi in uso durante la IV dinastia non potevano essere sufficienti ad eseguire un lavoro di tale rilevanza… quindi, il sospetto che la base su cui poggia la Tomba potesse essere parte di un’opera largamente antecedente il periodo dinastico ci ha fortemente condizionati. Abbiamo utilizzato dei metodi di analisi incentrati sulla topografia, sulla geometria, sull’analisi matematica dei dati rilevati, su alcuni aspetti geologici e sull’astronomia ed i risultati sono stati, a nostro parere semplicemente straordinari.
In questa occasione, ne anticipiamo soltanto alcuni, ma per una lettura completa di questa scoperta, rimandiamo i lettori al nostro nuovo libro “Oltre le Nebbie del Tempo” che racchiude tutto il romanzo che ci ha portato alla scoperta del corrispondente di Sirio sulla Piana di Giza, ma anche alla straordinaria scoperta dell’”Autore del complesso monumentale”… anche questo trascritto nei monumenti!
Ma ritornando ai dati scientifici vi invitiamo ad analizzarne i seguenti:

  1. Innanzitutto abbiamo rilevato tracce sospette di erosione simili a quelle presenti sulla Sfinge. Naturalmente l’esame finale ci ha dimostrato che la struttura risalirebbe quantomeno allo stesso periodo del famoso monumento a guardia di Giza e quindi di gran lunga antecedente il periodo Dinastico;
  2. Abbiamo fatto una rilevazione dei dati strutturali della parte originaria del complesso funerario, esaminandone le dimensioni, in particolare: perimetro, area ed altezza. Le risultanze le abbiamo trasformate in cubito egizio ed i valori ottenuti sono esattamente la riproduzione di alcune caratteristiche fisiche della stella Sirio: l’altezza della struttura a spirale sta alla luminosità di Sirio (2,37 cubiti rispetto a 2,40ma), il perimetro sta al raggio medio e l’area alla massa!
  3. Analizzando il moto a spirale della struttura abbiamo rilevato che essa è esattamente una trasposizione in piano del moto orbitale della Stella;
  4. Abbiamo rilevato inoltre che la Tomba ha una posizione anomala rispetto ai punti cardinali. Sappiamo infatti che le Piramidi e la Sfinge sono perfettamente allineate con i punti cardinali, la Tomba, invece, presentava una disposizione diversa. Calcolandone la variazione di angolazione rispetto ai punti cardinali abbiamo notato che è la stessa rispetto alla separazione angolare di Sirio dall’Est (67°38’59” rispetto a 67°58’22”).

Queste sono solo alcune delle principali correlazioni tra il monumento e la Stella Sirio che già da sole testimoniamo che la complessità di Giza va oltre ogni più straordinaria Opera.
Peraltro, nel prossimo libro, in distribuzione nel 2012, concluderemo con un capitolo tutto dedicato all’Autore del complesso monumentale, il cui nome, abbiamo scoperto, è trascritto sulla Piana in caratteri tridimensionali!