Le Colonne d’Ercole

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Lettera inviata da Sergio Frau alla Redazione in merito al dibattito di presentazione del suo libro “Le Colonne d’Ercole” tenutosi presso la Società Geografica Italiana.

di Sergio Frau

Grazie dell’attenzione, amici di Terra Incognita.

Certo, di quel pomeriggio alla Società Geografica Italiana, non serbo un gran ricordo neanch’io… Da Prontera mi aspettavo obiezioni pertinenti: non dogmi sparati alla cieca, tipo: “i miti non vanno presi sul serio!”. Dagli altri qualificati a parlare della mia inchiestona – Farinelli, Bonanno, Cantile, Lanzillotta – avrei voluto sentire di più: particolari e obiezioni stimolanti, soprattutto. Ma eravamo tanti, forse troppi. Non per questo, però, quella girandola di nostri pareri (9 in meno di tre ore), va considerata come un prova provata di una chiusura della S.G.I. (e dell’Accademia in genere) a nuove ipotesi di ragionamento. Anzi: ri-ringrazio qui il Presidente, Franco Salvatori, per la sua apertura,ospitalità e disponibilità…
Diciamo invece che – un po’ come in tutti gli ambienti – c’è, anche nel mondo della Ricerca, gente disponibile a mettere in moto il cervello se stimolata con serietà, e altra che lo è assai di meno. Personalmente sono assai felice che un Francesco Prontera – uno studioso stimabilissimo che alla Geografia Antica ha dedicato la sua vita – metta agli Atti così, senza quasi motivarla, la stroncatura dei miei dubbi e l’impossibilità di uno slittamento delle Colonne dal Canale di Sicilia a Gibilterra (a giorni la trascrizione dell’intero pomeriggio sarà in www.colonnedercole.it). Ma è uno! Bravo, esperto: ma uno. E fallibile come lo siamo tutti noi comuni mortali che non assurgiamo al soglio di Pontefice, il solo infallibile.. E sono ancora più felice di aver confrontato i miei dubbi degli inizi con tutt’altre teste e non con la sua: fossi stato un suo studente, di certo, viste queste sue reazioni sopra le righe, avrei pensato piuttosto alla mia sopravvivenza in facoltà e, forse, spaurito, non avrei portato avanti questa ricerca che, invece, tante soddisfazioni mi ha dato. Del resto ho potuto notare che queste mie “antichissime novità geo-politiche” suscitano due tipi di reazione: sono una vera e propria calamita per chi – antichisti, geologi, archeologi …- si diverte a ragionare; fanno come da aglio per vampiri, invece, per chi – specialista – vede minacciata da un nuovo ragionamento un’intera vita di lavoro e di scrittura. Bello sarebbe lasciar da parte le isterie di settore, in casi così… Non penso, però, sia un risultato da pretendere nel breve periodo: siamo fatti di sangue, cuore, fegato, stizze. Non è da tutti tenerli a bada.
Un unica correzione, al vostro bel resoconto di quel pomeriggio: non è stato Andrea Cantile a parlare di Mario Tozzi come di “quello con il martelletto”. Lui, Cantile, anzi, alla Tavola Rotonda che l’Accademia dei Lincei ha dedicato al mio lavoro nell’Ottobre scorso, ha fatto con serietà e scrupolo un bellissimo intervento, assai pertinente, che – se avessimo avuto più tempo – forse avrebbe in parte ripetuto lì alla Società Geografica (la trascrizione è in www.colonnedercole.it) . No: è stato un sociologo (venuto su dal pubblico) a dirlo: un sociologo che, lì – sfidando il paradosso (e Mc Luhan) – si è vantato di non guardar mai la televisione…
Vi allego una lettera ad “Archeologia Viva” di qualche mese fa. Mi sembra che sintetizzi bene certe schizofrenie che questa mia ricerca sta suscitando nel mondo dell’Antichistica. Decidete voi se pubblicarla in coda a questo mio ringraziamento.