I Templari in Valnerina

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Un paese umbro, una scia di reliquie templari e una chiesa piena di simboli massonici. Un mistero fitto nel cuore della Valnerina, svelato attraverso le parole del suo scopritore, Giovanni Tomassini autore del libro “Gli ultimi custodi del tesoro templare”

di Andrea Somma e Alessandro Moriccioni

Ferentillo, interno della chiesa di Santa Maria

La differenza tra una chiesa di un paese umbro di meno di duemila abitanti ed una grande scoperta è, a volte, negli occhi di chi la osserva. E’ ciò che è accaduto nel comune di Ferentillo, in provincia di Terni, dove l’ingegnere Giovanni Tomassini è riuscito ad andare oltre la superficie per scoprire all’interno della Chiesa di Santa Maria una serie di simbologie massoniche e templari che vanno ben oltre la semplice coincidenza. Così come non è una coincidenza che una famiglia potentissima come quella dei Cybo, dalla quale provenì Giovambattista Cybo, futuro Innocenzo VIII, papa che finanziò Colombo nel suo viaggio oltreoceano, abbia rinunciato alle sue rendite derivanti dalla Basilica di San Giovanni per mettere le mani su questo piccolo paese.
Simboli templari, dunque, che chiamano in causa nuovamente l’Ordine del Tempio e la loro repentina quanto controversa fine, insieme alla scomparsa improvvisa del loro fanstatico tesoro. Tomassini ci fornisce nelle pagine del suo volume “Gli ultimi custodi del tesoro templare” una nuova chiave di lettura. Un viaggio che ci condurrà a Rennes Le Chateau e a Santiago di Compostela. Un viaggio che chiamerà in causa niente meno che il Sommo Vate Dante Alighieri. Un viaggio che, forse, terminerà proprio in questo piccolo paese dell’Umbria.
Accade di sovente che una scoperta, per quanto sensazionale, rappresenti solo la porta di accesso verso una ricerca da effettuarsi con occhi diversi. Partendo dalla chiesa di Santa Maria, Tomassini ha via via rintracciato simboli, misteri, segreti e reliquie in tutta la zona della Valnerina, arrivando a formulare una teoria tanto significativa quanto interessante.
In occasione della presentazione romana del suo splendido volume “Gli ultimi custodi del tesoro templare”, abbiamo incontrato Giovanni Tomassini per farci raccontare la nascita delle sue intuizioni e strappargli, senza successo, qualche confessione sulle sue ricerche future.

Intervista a Giovanni Tomassini

La reliquia della Santa Croce

Terra Incognita: Cominciamo parlando di lei. Chi è Giovanni Tomassini e come è approdato in ambito templare?
Giovanni Tomassini: Io sono un ingegnere che ha sempre guardato con curiosità ciò che lo circonda. Un giorno ho notato che siamo circondati da un sacco di simboli che, almeno per me, sono chiarissimi mentre, sugli stessi argomenti, leggevo molte cose inesatte. Principalmente sentivo che nei giovani tali sciocchezze stavano attecchendo e cominciavano a far parte del loro bagaglio culturale. Ciò è inaccettabile, così un giorno mi sono messo davanti al computer e ho cominciato a scrivere una piccola parte della storia della nostra terra: un albero per poter puntare al cielo deve necessariamente conoscere le sue radici e il terreno su cui insiste.

TI: Abbiamo letto il suo libro e lo abbiamo trovato moltocurioso, come si colloca un piccolo paesino come Ferentillo nel più ampio contesto storico dell’Ordine del Tempio?
G.T.: Ferentillo era una tappa dell’immenso sistema viario templare: era il crocevia del passaggio tra la Flaminia e la Salaria. Ad un giorno di cammino da Spoleto, Terni, Monteleone di Spoleto, Rieti e due da Posta sulla Salaria. Tappa obbligata, relativamente facile, per i pellegrini che dalla Toscana volevano raggiungere la costa Adriatica del Sud. Stazione di confine tra lo Stato della Chiesa e il Regno di Napoli. Tuttora la vecchia dogana è ancora visibile , con i suoi stemmi, presso la località del Salto del Cieco.

TI: Può parlarci della chiesetta di S. Maria punto focale del suo libro?
G.T.: Santa Maria, ex tempio pagano dedicato alla Grande Dea Madre, ricostruito dalla famiglia Cybo, parallelamente al tempio Malatestiano di Rimini, rappresentava una chiesa eretico-pagana per il culto cristiano : non a caso nell’idea originaria non erano previste scene di crocifissioni. Oscar Wilde alla fine del capitolo XI nel suo “Il ritratto di Dorian Gray”, tra gli altri, accostò Giambattista Cybo a Sigismondo Malatesta. Le analogie non si limitano a questa ovviamente.

TI: Perché ha intitolato il volume “Gli Ultimi Custodi del Tesoro Templare”? A cosa fa riferimento?
G.T.: Il nome è dovuto esclusivamente al “tesoro” che si trova a San Mamiliano e a chi lo custodisce. Decine di Reliquie tra cui la SS Croce: “le Reliquie valgono più delle gemme!” Sentenziavano i templari. Reliquie, un calice d’oro, ostensori d’argento… decisamente in contrasto con il luogo e la sua realtà economica. Tali risorse debbono trovare quindi una loro genesi all’esterno della oggettività locale e di cui, nel libro, suggerisco un’ipotesi. I custodi, gente meravigliosa che custodisce nel segreto queste meraviglie e non si fa scrupolo a negarti persino l’evidenza, salvo mostrarti, dopo anni, parte di esse quando meno te lo aspetti.

TI: Quale fu il ruolo della famiglia Cybo in tutta questa intricata vicenda?
G.T.: La famiglia Cybo è tutto… il mandante, l’esecutore, il notaio e il promotore della gran parte della storia che ha riguardato Ferentillo e questa parte della Valnerina.

TI: E’ vero che esiste un monastero abbandonato sulle colline di Ferentillo che potrebbe aver ospitato i Templari in fuga dalla Francia nel 1307?
G.T.: Si! Penso si riferisca a San Giovanni, effettivamente si: il convento “dimenticato”. Il convento che ho riscoperto e portato finalmente, dopo secoli di oblio, attraverso il mio libro alla ribalta.

TI: Quale interesse nutre la Massoneria verso le sue ricerche?
G.T.: Molte case massoniche hanno organizzato degli incontri sul mio libro e, dai segni che hanno manifestato, mostravano soddisfazione verso il suo contenuto.

TI: Ha effettuato altre scoperte interessanti dall’uscita del suo libro?
G.T.: Il premio Nobel Albert Szent-Györgyi de Nagyrápolt un giorno disse: “lo scoprire consiste nel vedere ciò che tutti hanno visto e nel pensare ciò che nessuno ha pensato”. E io non ho mai smesso né di vedere né di pensare.

TI: Sta lavorando a qualche nuovo progetto? Ed in tal caso ci potrebbe dare qualche piccola anticipazione?
G.T.: Certamente sto lavorando, ma sinceramente ancora non posso dire molto, l’unica cosa che mi sento di affermare con certezza è: ogni giorno la mia storia si arricchisce di nuovi particolari che sposta molto più in alto il tema e, stranamente, ogni nuovo tassello non è mai in contraddizione con la parte precedente.
Di questo non so se essere felice o preoccuparmi.

TI: C’è altro che vorrebbe dire ai nostri lettori?
G.T.: In bocca al lupo per questa piccola gara con la quale potrete vincere una copia del mio libro. Quindi non mi resta che augurarvi “buona fortuna!”

Io sono un ingegnere che ha sempre guardato con curiosità ciò che lo circonda. Un giorno ho notato che siamo circondati da un sacco di simboli che, almeno per me, sono chiarissimi  mentre , sugli stessi argomenti, leggevo molte cose inesatte. Principalmente sentivo che nei giovani tali sciocchezze stavano attecchendo e cominciavano a far parte del loro bagaglio culturale. Ciò è inaccettabile , così un giorno mi sono messo davanti al computer e ho cominciato a scrivere una piccola parte della storia della ns terra : un albero per poter puntare al cielo deve necessariamente conoscere le sue radici e il terreno su cui insiste.
TI: Abbiamo letto il suo libro e lo abbiamo trovato molto
curioso, come si colloca un piccolo paesino come Ferentillo
nel più ampio contesto storico dell’Ordine del Tempio?
Ferentillo era una tappa dell’immenso sistema viario templare : era il crocevia del passaggio tra la Flaminia e la Salaria. Ad un giorno di cammino da Spoleto , Terni , Monteleone di Spoleto , Rieti e due da Posta sulla Salaria.
Tappa obbligata , relativamente facile, per i pellegrini che dalla Toscana volevano raggiungere la costa Adriatica del Sud.  Stazione di confine tra lo Stato della Chiesa e il Regno di Napoli  . Tuttora la vecchia dogana è ancora visibile , con i suoi stemmi ,  presso la località del Salto del Cieco .TI: Può parlarci della chiesetta di S. Maria punto focale
del suo libro?
Santa Maria , ex tempio pagano dedicato alla Grande Dea Madre , ricostruito dalla famiglia Cybo , parallelamente al tempio Malatestiano di Rimini, rappresentava una chiesa eretico pagana per il culto cristiano : non a caso nell’idea originaria non erano previste scene di crocifissioni. Oscar Wilde  alla fine del capitolo XI nel suo “ Il ritratto di Dorian Gray “  ,tra gli altri , accostò Giambattista Cybo a Sigismondo Malatesta. Le analogie non si limitano a questa ovviamente.

TI: Perché ha intitolato il volume “Gli Ultimi Custodi del
Tesoro Templare” a cosa fa riferimento?
Il nome è dovuto esclusivamente al “tesoro” che si trova a San Mamiliano e a chi lo custodisce.
Decine di Reliquie tra cui la SS Croce : “ le Reliquie valgono più delle gemme ! “ Sentenziavano i templari . Reliquie ,  calice d’oro , ostensori d’argento etc  decisamente in contrasto con il luogo e la sua realtà economica .
Tali risorse debbono trovare quindi una loro genesi all’esterno della oggettività locale e di cui, nel libro, suggerisco un’ipotesi . I custodi , gente meravigliosa , che custodisce nel segreto queste meraviglie e non si fa scrupolo a negarti persino l’evidenza , salvo mostrarti , dopo anni , parte di esse quando meno te lo aspetti .

TI: Quale fu il ruolo della famiglia Cybo in tutta questa
intricata vicenda?
La famiglia Cybo è tutto … il mandante , l’esecutore , il notaio e il promotore della gran parte della storia  che ha riguardato Ferentillo e questa parte della Valnerina.

TI: E’ vero che esiste un monastero abbandonato sulle
colline di Ferentillo che potrebbe aver ospitato i Templari
in fuga dalla Francia nel 1307?

Si ! Penso si riferisca a San Giovanni , effettivamente si : il convento “dimenticato” .
Il convento che ho riscoperto e portato finalmente , dopo secoli di oblio, attraverso il mio libro alla ribalta.

TI: Quale interesse nutre la Massoneria verso le sue
ricerche?
Molte case massoniche hanno organizzato degli incontri sul mio libro e , dai segni che hanno manifestato , mostravano  soddisfazione verso il suo contenuto.

TI: Ha effettuato altre scoperte interessanti dall’uscita
del suo libro?

Il premio Nobel Albert Szent-Györgyi de Nagyrápolt un giorno disse : “lo scoprire consiste nel vedere ciò che tutti hanno visto e nel pensare ciò che nessuno ha pensato”.
E io non ho mai smesso né di vedere né di pensare  .

TI: Sta lavorando a qualche nuovo progetto? Ed in tal caso
ci potrebbe dare qualche piccola anticipazione?

Certamente sto lavorando , ma sinceramente ancora non posso dire molto , l’unica cosa che mi sento di affermare con certezza è :
ogni giorno la mia storia si arricchisce di nuovi particolari che sposta molto più in alto il tema e, stranamente, ogni nuovo tassello non è mai in contraddizione con la parte precedente.
Di questo non so se essere felice o preoccuparmi.
TI: C’è altro che vorrebbe dire ai nostri lettori?
In bocca al lupo per questa piccola gara …