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		<title>Il segreto del Graal e l&#8217;eresia del tempio</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 17:35:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il segreto del Graal e l'eresia del tempio

di Sabina Marineo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Sabina Marineo</strong><span id="more-1809"></span></p>
<div id="attachment_1810" class="wp-caption alignleft" style="width: 214px"><img class="size-full wp-image-1810" title="mircea-eliade" src="http://www.terraincognitaweb.com/wp-content/uploads/2010/04/mircea-eliade.jpg" alt="" width="204" height="271" /><p class="wp-caption-text">Mircea Eliade</p></div>
<p style="text-align: justify;">Il ricercatore temerario che scelga d’avventurarsi in un’indagine approfondita sull’enigma del Graal, misteriosa reliquia del Medioevo, farebbe bene a tener sempre presenti le parole dello studioso Mircea Eliade: <em>“Nella lingua parlata moderna il termine “mito” sta a definire tutto ciò che si contrappone alla “verità”; per le società antiche, invece, il mito era l’unica rivelazione valida della verità.”<br />
</em>Chi non consideri con la dovuta attenzione questo pensiero, non dovrebbe occuparsi del Graal, perché ha già perso in partenza la partita. La porta sull’arcano non si aprirà mai per lui. Resterà chiusa, immobile sui pesanti stipiti millenari, decisa a proteggere da sguardi indiscreti e scettici il tesoro dei miti del passato. E chi è pronto a liquidare le leggende come divertenti favole prive di un significato nascosto, se ne andrà deluso, a mani vuote.<br />
I miti del passato non sono favole. Sono rivelazioni di accadimenti reali, occultate oltre i simboli, le trame avventurose, i personaggi circondati da un’aura divina. Nella fucina operosa del Medioevo, i fabbri del destino plasmarono due leggende ugualmente fascinose e inquietanti, nonché strettamente legate tra loro: quella del Graal e quella dell’eresia che covava in seno all’Ordine del Tempio.<br />
Non a caso. Tant’è vero che il poeta tedesco Wolfram von Eschenbach non esitò a unire Tempio e Graal indissolubilmente, nella sua epopea più famosa, “Parzival”, e nell’altra meno nota, “Titurel”. Da allora sono state scritte migliaia di libri sull’affare dell’Ordine del Tempio, e lo stesso si può dire del mito del Graal. Entrambi i soggetti esercitano una grande attrazione sull’immaginario collettivo. Entrambi hanno a che fare con un possibile tesoro nascosto, una confraternita d’iniziati al segreto, una ritualistica di carattere esoterico, una religiosità ambigua e poco ortodossa.<br />
È bene evidenziare subito che non è il “Santo Graal”, quello di cui sto parlando. Il “Santo Graal” è esistito solamente in un filone cristiano e più tardo della letteratura medievale. Non aveva nulla a che fare con il mito originario. Era parte di un ciclo poetico a sé, sviluppatosi nello <em>scriptorium</em> dei Cluniacensi. I monaci letterati miravano a trasformare il Graal, ad adattarlo alla religiosità della Chiesa Cattolica Romana, a emendarlo di qualsiasi pericoloso elemento eretico. Operazione che, malgrado i diversi tentativi più o meno apprezzabili dal punto di vista letterario, non ebbe però l’esito sperato. La Chiesa, infatti, volle ignorare il messaggio cluniacense e rifiutò sino all’ultimo di prendere coscienza del mito. Non tenne in considerazione il Graal nemmeno dopo che gli abili monaci avevano sagacemente accostato al nome del misterioso oggetto il cristianissimo aggettivo di “santo”.<br />
E allora, se originariamente il Graal non era per nulla santo in senso cristiano e se non aveva niente a che fare con il sangue di Gesù Cristo, che cos’era?<br />
Si parla per la prima volta di “Graal” nello scritto del poeta francese Chrétiens de Troyes, vale a dire nell’opera di un uomo che si muoveva a suo agio nella regione francese di Champagne, alla corte di famiglie nobili imparentate con i padri fondatori dell’Ordine del Tempio. Proprio a Troyes, nel 1128, ebbe luogo quel concilio che riconobbe ufficialmente l’Ordine.<br />
Nell’epos di Chrétiens, “Le conte du Graal”, non appare nessun collegamento evidente, di nessun genere, con la religione cattolica, né con il cristianesimo. Semmai, leggendo l’opera, si percepisce l’eco lontana di antichi miti celtici. È un vero peccato che “Le conte du Graal” sia rimasto incompiuto. Forse la fine mancante ci avrebbe dato la possibilità di carpirne il messaggio nascosto.<br />
Invece Chrétiens ci lascia con il fiato sospeso, affascinati, stupiti e interdetti, senza nemmeno darci la soddisfazione di poter distinguere chiaramente il Graal. Si tratta di un oggetto d’oro tempestato di pietre preziose &#8211; racconta Chrétiens &#8211; che risplende di una luce sovrannaturale. Questo è tutto. Ma è forse un bacile? Una coppa? Uno scrigno? Oppure è qualcosa di completamente diverso? E ancora: come sarebbe finita l’avventura meravigliosa dell’eroe Perceval?<br />
Il finale in sospeso di Chrétiens rappresentava agli occhi dei monaci letterati l’occasione migliore per trasformare quella storia intrigante dall’olezzo sulfureo, per dirigerla abilmente in una nuova direzione, ortodossa. Lo fecero cristianizzando il tutto, mettendo a fuoco l’oggetto dai contorni sfumati di Chrétiens sino a ricavarne una coppa, il contenitore del sangue di Gesù Cristo. Ne risultò il “Santo Graal” o “Sang Real”, quello custodito da Giuseppe d’Arimatea, la reliquia più preziosa della Cristianità.<br />
Nonostante ciò, come dicevo più sopra, la Chiesa si rifiutò categoricamente di integrare il Graal nella mitologia cristiana. Come si può spiegare questa contraddizione? Non vi è che una risposta: gli ecclesiastici sapevano che il Graal era il potente simbolo di una tradizione eretica ancora viva e operante, dal carattere non solo diametralmente opposto a quello cristiano, ma anche estremamente pericoloso. Per esorcizzarne il messaggio blasfemo, non bastava mettergli accanto la parola “santo”. Era necessario ignorarlo del tutto.<br />
All’inizio del XIV secolo, allorché i cattolicissimi re d’Aragona si vantarono di possedere il calice sacro dell’Ultima cena, non osarono paragonarlo al Graal, malgrado la grande popolarità di cui ormai godeva la leggenda. Lo storico Richard Barber osserva: <em>“Se i custodi del calice dell’Ultima cena esitavano a identificare il loro tesoro con il Graal, era perché essi si attenevano alla posizione della Chiesa, la quale ignorava volutamente e completamente i racconti del Graal”<br />
</em></p>
<div id="attachment_1811" class="wp-caption alignright" style="width: 220px"><img class="size-medium wp-image-1811" title="wolfram" src="http://www.terraincognitaweb.com/wp-content/uploads/2010/04/wolfram-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" /><p class="wp-caption-text">Wolfram von Eschenbach</p></div>
<p style="text-align: justify;">Il poeta tedesco Wolfram von Eschenbach sapeva bene come stavano le cose quando riprese il tema di Chrétiens, una trentina d’anni dopo, e scrisse il suo “Parzival”. Per Wolfram il Graal non aveva nulla a che fare con il credo cattolico. Era un cimelio potente e magico, custodito dai Templari. Nel castello di Munsalvaesche, in Catalogna – racconta Wolfram &#8211; cavalieri dai bianchi mantelli detti “Templeisen” tenevano in custodia la reliquia gnostica. Solamente una nobile vergine, Repanse de Schoye, godeva del privilegio di poter prendere il Graal tra le mani. Nemmeno il padre di Repanse, il re malato Anfortas, era autorizzato a toccare la reliquia. Anfortas, in conformità con le leggi dinastiche, si limitava a fregiarsi del titolo di “Re del Graal”.<br />
Ma Wolfram non si accontenta di dare voce al mito, si dimostra radicale: intende mettere subito tutte le carte in tavola, fornendo ai suoi lettori – vale a dire agli ascoltatori di un tempo – le informazioni necessarie a decifrare la lingua dell’epos mitologico e a raggiungere così la verità nascosta che il mito stesso doveva trasmettere. Più di una volta Wolfram nel suo “Parzival” protesta apertamente contro “maestro Chrétiens”, il quale – sostiene il trovatore tedesco – ha riportato gli avvenimenti in modo errato e non rispondente alla realtà. Qual è, dunque, la realtà?<br />
Il Graal di Wolfram è descritto come una misteriosa pietra, “lapsit exillis”, dalle capacità sorprendenti, addirittura futuristiche. Una pietra che emana potenti radiazioni, una pietra in grado di guarire. Inoltre la lapsit comunica messaggi alla dinastia reale di Munsalvaesche tramite scritte che appaiono sulla sua superficie e poi spariscono senza che vi sia bisogno di cancellarle. Quasi come accade &#8211; mi si permetta il paragone azzardato &#8211; sullo schermo di un computer. E da dove ha tratto Wolfram, uomo del suo tempo, un’idea di tale fatta?<br />
Il poeta collega l’oggetto misterioso, come abbiamo visto, all’Ordine del Tempio. E lo fa in modo ben chiaro. Una truppa di coraggiosi cavalieri, i “Templeisen”, difende il castello del Graal dagli attacchi nemici e preclude la via di Munsalvaesche a chiunque non sia degno di apparire al cospetto del Graal. Inoltre, dall’altra opera di Wolfram meno nota di cui possediamo soltanto un centinaio di brevi frammenti, “Titurel”, sappiamo che i Templeisen sono sempre presenti presso il trono del monarca durante tutte le riunioni più importanti di palazzo, e hanno diritto alla parola, quasi fossero parte integrante della famiglia del Graal, gli “Anschouwe”, gli Angiovini.<br />
All’epoca in cui von Eschenbach scrisse i suoi epos, l’Ordine del Tempio si trovava nel pieno dello splendore. Lo stesso si può dire della leggenda graalica. Se il trovatore tedesco decise di unire per sempre i due soggetti nei suoi versi arguti tramandando coraggiosamente il messaggio alla posterità, dovremmo almeno essere così gentili da tenere le sue parole nella dovuta considerazione. Dovremmo chiederci che cos’era, in realtà, questa “lapsit exillis”, e che cosa la legava ai Templari.<br />
Verremo così a scoprire che esisteva un circolo d’iniziati all’interno dell’Ordine del Tempio, membri a conoscenza di una realtà inquietante, che rispecchiava il pensiero dei seguaci di Giovanni il Battista, dei Mandei. Ci ritroveremo a dover retrocedere ulteriormente nei secoli passati e a spostarci nello spazio, fino a raggiungere la Palestina descritta nei Vangeli. Qui saranno due personaggi chiave a fornirci la risposta: Gesù e Giovanni Battista. Ciò che apprenderemo dalla ricostruzione della loro storia – una ricostruzione ben diversa da quella che suggeriscono i Vangeli canonici &#8211; rivelerà le dimensioni dell’eresia del Tempio e una delle facce del Graal. Perché il Graal è un mistero a due facce. Un Giano bifronte. Se da una parte esibisce i lineamenti del barbuto Battista, dall’altra presenta tutte le caratteristiche di un antico oggetto sacro, un oggetto – ci dice il Vecchio Testamento – che fu costruito secondo le indicazioni di Dio.<br />
Retrocedendo ancora nel tempo sino all’epoca biblica, raggiungeremo il roccioso deserto del Sinai. Ci troveremo a pochi passi dall’accampamento di quelle tribù di pastori nomadi che sarebbero divenute un giorno, grazie agli scritti di una casta sacerdotale intransigente, il popolo eletto di Jahve: gli Israeliti. Nell’ombra silenziosa della loro tenda del Convegno, laddove soltanto i patriarchi Mosè e Aronne avevano accesso, si nascondeva la reliquia più importante, il tramite tra gli uomini e dio: l’Arca dell’Alleanza.<br />
Era uno scrigno di legno d’acacia, dorato, sormontato da due cherubini. Un oggetto di culto molto simile alle arche che venivano portate a spalle da un tempio all’altro durante le sacre processioni degli antichi Egizi. Al posto dei due cherubini, nelle egizie “teba” si ergevano le statue lignee degli dèi niloti. All’interno degli scrigni si celavano altre effigi segrete, oracolari. Erano contenitori sacri che, come racconta l’Antico Testamento, Mosè trafugò dalla terra dei faraoni e portò con sé attraversando il Mar Rosso.<br />
Insieme con gli scrigni dorati, il patriarca israelita rubò anche le antiche conoscenze, quel patrimonio sapienziale le cui formule stavano incise sulle Tavole della Testimonianza. Formule “scritte dal dito di Dio” e “da entrambe le parti”, ci dice la Bibbia. Le tavole antidiluviane di Thot. L’Arca ne fungeva da contenitore. Anzi, era stata costruita proprio allo scopo di proteggerle e conservarle. L’Arca fu anche il contenitore della lapsit exillis cantata da Wolfram. Il contenitore del Graal.<br />
Il carismatico Giovanni Battista, rivale di Gesù e non suo precursore come vorrebbero farci credere i quattro Vangeli, ne era al corrente. Sapeva che l’Arca, nascosta in una buia grotta del monte Nebo, celava al suo interno quanto di più prezioso potesse esserci al mondo: il patrimonio sapienziale dei popoli antichi, il fulcro della tradizione segreta. Giovanni si adoprò per portare avanti il pensiero dei padri. I Cavalieri Templari lo onoravano per questo, così come lo veneravano – e lo venerano tutt’oggi &#8211; i Mandei suoi discepoli, fuggiti dalla Terra Santa dopo la morte del Battista, rifugiatisi prima a Harran, in Mesopotamia, e poi nell’Iraq meridionale.<br />
Nel silenzio delle loro stanze segrete, insieme con le Tavole, i Templari eretici custodivano la testa di Giovanni. Non del “precursore”, beninteso, ma di un Giovanni gnostico, universale, rivale di Gesù. Il “diabolico” Bafometto altri non era che il suo capo mummificato dal volto barbuto, una delle facce del Graal. “Bafometto”, deformazione del termine arabo “Abu-al-fihamat”, significa “padre della Conoscenza”. Ricordava all’iniziato il segreto delle Tavole, le lapidi celesti scritte da Dio. La sintesi della Conoscenza umana.<span id="_marker"> </span></p>


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		<title>Ultraterrestre: un successo all’insegna della ricerca</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 00:06:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Prosegue il grande successo delle conferenze organizzate dal team dell’X-Publishing. Un viaggio fantastico attraverso alcuni dei misteri umani più incredibili

di Andrea Somma
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Prosegue il grande successo delle conferenze organizzate dal team dell’X-Publishing. Un viaggio fantastico attraverso alcuni dei misteri umani più incredibili</em></p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Andrea Somma</strong><span id="more-1678"></span></p>
<div id="attachment_1679" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.terraincognitaweb.com/wp-content/uploads/2010/02/morelli.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-1679" title="morelli" src="http://www.terraincognitaweb.com/wp-content/uploads/2010/02/morelli-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Pino Morelli</p></div>
<p style="text-align: justify;">Era un evento atteso e, come era prevedibile, è stato un grandissimo successo. Lo scorso 24 gennaio si è svolta a Roma la conferenza <em>&#8220;Ultraterrestre&#8221;</em>, nuovo appuntamento degli incontri organizzati dalle redazioni delle riviste <strong>Fenix</strong> ed <strong>X-Times</strong>. La manifestazione è stato un modo per affrontare temi di natura archeologica e ufologica. Il ricchissimo programma prevedeva oltre a prestigiosi ospiti italiani, anche l’intervento di tre straordinari studiosi e ricercatori internazionali.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;evento è stato aperto da <strong>Pino Morelli</strong>, direttore responsabile della rivista X-Times, che ha parlato in maniera molto puntuale su temi di carattere ufologico. In particolare si è concentrato sulle <em>Abductions</em> approfondendo la relazione tra le testimonianze reali di questo fenomeno e le rispettive trasposizioni cinematografiche. Il tema delle Abductions è tornato di grande attualità in questi giorni vista la recente uscita del film <em>&#8220;Il quarto tipo&#8221;</em> che, appunto, affronta il controverso ed irrisolto tema dei rapimenti da parte degli alieni. In chiusura Pino si è anche concentrato sull&#8217;analisi della varie profezie incentrate sull&#8217;ormai fatidica data del 2012.</p>
<div id="attachment_1680" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://www.terraincognitaweb.com/wp-content/uploads/2010/02/plato.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-1680" title="plato" src="http://www.terraincognitaweb.com/wp-content/uploads/2010/02/plato-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Mike Plato</p></div>
<p style="text-align: justify;">La parola è quindi passata a <strong>Mike Plato</strong>, che ha dibattuto sulla relazione tra Gesù ed il popolo degli Esseni, passando attraverso l&#8217;analisi critica e la comprensione del <em>Rotolo 11Q13</em>, meglio noto come <em>11QMelch</em>. Il Rotolo, rinvenuto nella Grotta 11 e composto da 13 frammenti, conterrebbe una precisa interpretazione di alcuni passi delle Sacre Scritture. Il manoscritto si concentra sulla figura di <em>Melchidesec</em>, presentato come vero e proprio Messia.</p>
<div id="attachment_1681" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.terraincognitaweb.com/wp-content/uploads/2010/02/forgione.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-1681" title="forgione" src="http://www.terraincognitaweb.com/wp-content/uploads/2010/02/forgione-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Adriano Forgione</p></div>
<p style="text-align: justify;">La mattinata è stata chiusa dall&#8217;intervento di <strong>Adriano Forgione</strong>, direttore della rivista Fenix, che ha parlato approfonditamente della stretta relazione tra l&#8217;origine giudea di Gesù ed il culto di Osiride, venerato dai sacerdoti egizi di <em>Jahud</em> o <em>Jahude</em> di Aton. L&#8217;esposizione di Adriano è stata accompagnata da una serie di immagini, che non solo hanno rafforzato la teoria esposta ma che hanno anche lasciato a bocca aperta tutti i partecipanti. Vi consiglio vivamente di non perdere il numero di febbraio di Fenix nel quale troverete un articolo interessantissimo proprio su questo argomento.</p>
<div id="attachment_1682" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://www.terraincognitaweb.com/wp-content/uploads/2010/02/dona.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-1682" title="dona" src="http://www.terraincognitaweb.com/wp-content/uploads/2010/02/dona-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Klaus Dona</p></div>
<p style="text-align: justify;">Dopo la pausa per il pranzo è stato il turno degli ospiti internazionali. I lavori della sessione pomeridiana sono stati aperti da <strong>Klaus Dona</strong> meglio noto come il <em>&#8220;Cacciatore di Ooparts&#8221;</em> (Oggetti fuori dal tempo). Il ricercatore austriaco, per la prima volta in Italia, ha idealmente attraversato tutti i continenti presentando, con l&#8217;ausilio di immagini proiettate sullo schermo, i più incredibili reperti ritrovati in oltre venti anni di ricerche. In particolare si è soffermato sul ritrovamento in Sudamerica di alcune ossa che hanno dato origine all&#8217;incredibile teoria dell’esistenza passata di una razza di Giganti. Nel corso degli anni infatti sono state trovate ossa ed impronte di piedi nella roccia, che apparterrebbero, facendo un calcolo sulle proporzioni, ad esseri umani di altezza compresa tra i 6 e gli 8 metri. Il momento più incredibile si è vissuto quando Dona ha mostrato al pubblico tre incredibili reperti che aveva portato con sé: un tallone, un osso del collo e, il più stupefacente, un molare di dimensioni gigantesche. Dona, per chiudere in bellezza, ha inoltre consentito a tutto il pubblico di avvicinarsi e fotografare gli incredibili reperti.</p>
<div id="attachment_1683" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.terraincognitaweb.com/wp-content/uploads/2010/02/ares.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-1683" title="ares" src="http://www.terraincognitaweb.com/wp-content/uploads/2010/02/ares-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Nacho Ares</p></div>
<p style="text-align: justify;">In videoconferenza dalla Spagna è quindi intervenuto <strong>Nacho Ares</strong> che si è invece soffermato sull&#8217;analisi di un altro fenomeno tanto misterioso quanto controverso: le apparizioni mariane. In particolare ha mostrato in esclusiva i video originali, realizzati lo scorso dicembre, che testimoniavano un&#8217;apparizione avvenuta al Cairo, le cosiddette <em>&#8220;Colombe di Luce&#8221;</em>, sopra la cupola della Chiesa di S. Maria e San Michele. Ha quindi mostrato immagini e video più vecchi e presentato testimonianze di guarigioni miracolose avvenute proprio durante queste apparizioni.</p>
<div id="attachment_1684" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://www.terraincognitaweb.com/wp-content/uploads/2010/02/collins.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-1684" title="collins" src="http://www.terraincognitaweb.com/wp-content/uploads/2010/02/collins-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Andrew Collins</p></div>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ultimo ospite internazionale è stato il notissimo scrittore e ricercatore inglese <strong>Andrew Collins</strong> che, in diretta da Londra, ha presentato in anteprima immagini esclusive per mostrare la sua più recente scoperta, descritta approfonditamente nel ultimo libro, di una serie di nuovi tunnel al di sotto della Piana di Giza, che potrebbero rappresentare la via di accesso alla mitica Sala degli Archivi di Atlantide.</p>
<p style="text-align: justify;">Prima della conclusione sono infine intervenuti anche lo scrittore <strong>Biagio Russo</strong>, che ha presentato il suo libro <em>&#8220;Schiavi degli Dei&#8221;</em>, un saggio nel quale Russo affronta tutti i temi misteriosi che riguardano l&#8217;origine dell&#8217;uomo. Ma lo fa basandosi su testi originali, molto antichi, ed anche sulla scrittura cuneiforme sumera, rinvenuta sulle tavolette di argilla.</p>
<div id="attachment_1685" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.terraincognitaweb.com/wp-content/uploads/2010/02/venturi.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-1685" title="venturi" src="http://www.terraincognitaweb.com/wp-content/uploads/2010/02/venturi-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Varo Venturi</p></div>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ultimo intervento è stato invece del regista italiano <strong>Varo Venturi</strong> che si sta apprestando a concludere il suo lungometraggio <em>&#8220;6 giorni sulla Terra&#8221;</em> nel quale, per la prima volta in un film italiano, verrà affrontato un argomento controverso come quello delle Abdctions. Nel film vengono infatti utilizzati anche immagini tratte da ipnosi regressive reali.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche Terra Incognita ha avuto il suo spazio. Alessandro infatti è intervenuto proprio in apertura di convegno per presentare, attraverso la proiezione di un filmato, l’esperienza di Terra Incognita tra progetti presenti, passati e futuri.</p>
<div id="attachment_1686" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://www.terraincognitaweb.com/wp-content/uploads/2010/02/ti_dona.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-1686" title="ti_dona" src="http://www.terraincognitaweb.com/wp-content/uploads/2010/02/ti_dona-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Da sx, Somma, Klaus Dona e Moriccioni con alcuni reperti &quot;giganti&quot;</p></div>
<p style="text-align: justify;">Al termine di una giornata così intensa sono molte le sensazioni che rimangono impresse nella mente. Ed è difficile provare anche solo a spiegarle. Quindi non rimane che mandare un sincero e profondo ringraziamento a chi ha permesso la realizzazione di un evento così importante. Le redazioni di Fenix ed X-Times al completo, con i loro sforzi per intere settimane per permettere a molti appassionati di assistere a qualcosa di unico; di approfondire temi controversi attraverso le parole e gli interventi di esperti veri del settore.<br />
La riuscita dell&#8217;evento è infatti stata sottolineata dalla massiccia partecipazione del pubblico che ha riempito la Sala Conferenze in ogni ordine di posto. Un pubblico che ha lasciato la sala con la consapevolezza di aver assistito a qualcosa di speciale, anzi di Ultraterrestre.</p>


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		<title>Quando a Roma fu scoperto il Santo Graal</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 18:14:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[alfredo barbagallo]]></category>
		<category><![CDATA[gesù]]></category>
		<category><![CDATA[graal]]></category>
		<category><![CDATA[templari]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.terraincognitaweb.com/?p=1464</guid>
		<description><![CDATA[Intervista esclusiva al ricercatore Alfredo M. Barbagallo, studioso del mistero del Santo Graal

di Alessandro Moriccioni]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">di <strong>Alessandro Moriccioni</strong> </p>
<p style="text-align: justify;"><em>“…PER NULLA OMETTERE DI QUANTO TRA LE MINUZIE RINVENUTE NELLA BASILICA COSTANTINIANA DI S. LORENZO PUO’ DILETTARE L’ERUDITA CURIOSITA’ DEI MIEI LETTORI, ACCENNERO’ ANCHE LE SINGOLARI CIRCOSTANZE DEL TROVAMENTO D’UN VASO DI VETRO. RIMOSSA UNA GRANDE LASTRA MARMOREA, CHE RIVESTIVA IL MAGGIORE PILASTRO A SINISTRA DEL NARTECE, SI VIDE IN UN PICCOLO INCAVO IRREGOLARE NELLA COSTRUZIONE UN CALICE VITREO MANCANTE DEL PIEDE, COME E’ DELINEATO SOTTO IL N.2 ( immagine in disegno dello stesso De Rossi, N.d.R. ); ED ERA IVI POSATO E CHIUSO PROBABILMENTE FINO DALL’EPOCA DI COSTANTINO. NIUN INDIZIO DI CROSTA SANGUINOLENTA O D’ALTRO LIQUORE DA’ LUOGO A CONGETTURARE CHE QUESTA SIA UNA RELIQUIA IVI DEPOSTA QUASI PER CONSACRARE LE MURA DELLA BASILICA. PARMI VERISIMILE CHE SIA UN BICCHIERE ROTTO NEL PIEDE, DEL QUALE FACEVA USO ALCUNO DEGLI OPERAI, E CHE POSATO IN QUEL VUOTO FU PER CASO IVI RINCHIUSO E COSI’ CONSERVATO SINO A NOI. L’HO COLLOCATO FRA I VETRI DEL MUSEO SACRO NELLA BIBLIOTECA VATICANA;  OVE OGNUNO POTRA’ ESAMINARLO E FARNE QUEL GIUDIZIO E QUELLA CONGETTURA,CHE GLI PIACERA’&#8230;”</em>   </p>
<p style="text-align: justify;">(Giovanni Battista De Rossi, <em>Bullettino di Archeologia Cristiana</em>, 1864, Anno 2, n.5, in <em>San Lorenzo e il Santo Graal</em> di Alfredo M. Barbagallo)<span id="more-1464"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’Enigma di De Rossi</strong>  </p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_1465" class="wp-caption alignleft" style="width: 299px"><img class="size-full wp-image-1465" title="san_lorenzo" src="http://www.terraincognitaweb.com/wp-content/uploads/2009/12/st-lorenzo.jpg" alt="San Lorenzo fuori le mura" width="289" height="400" /><p class="wp-caption-text">San Lorenzo fuori le mura</p></div>
<p style="text-align: justify;"> Quello che avete appena letto in apertura è il resoconto di una scoperta, di una grande scoperta. E’ il rapporto che l’archeologo Giovanni Battista De Rossi pubblica nel 1864 sul <em>Bullettino di Archeologia Cristiana</em>, organo ufficiale della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra di cui fu presidente. Il testo fa riferimento al rinvenimento, nella Basilica di San Lorenzo Fuori le Mura a Roma, di uno strano calice vitreo. Egli lo identifica col bicchiere di un qualche manovale sprovveduto che involontariamente lo seppellisce nella basilica costantiniana secoli e secoli prima del suo ritrovamento. Ma l’abile archeologo appare tutt’altro che convinto invita infatti il lettore a dare un proprio giudizio su di un apparentemente insignificante pezzo di vetro. Siamo certi che quello di De Rossi non sia, altresì, un messaggio preciso a guardare oltre le apparenze? De Rossi nasce a  Roma, il 23 febbraio del 1822. Dopo essersi laureato in giurisprudenza decide di seguire attivamente la sua profonda passione: l’archeologia. Nel 1850 scopre l’accesso alle Catacombe di San Callisto sulla Via Appia Antica e negli anni a venire si dedica ad importanti lavori come quello della redazione di <em>christianae urbis Romae septimo saeculo antiquiores</em>, &#8220;Iscrizioni cristiane della città di Roma anteriori al settimo secolo&#8221;. Fonda il <em>Bullettino di Archeologia Cristiana </em>nel 1863, qualche anno prima della presa di Roma, e pubblica il primo volume di <em>Roma sotterranea cristiana</em> nel 1864.  Lo stesso anno in cui annuncia, anche se un po’ in sordina la scoperta del calice vitreo. Non ci sono dubbi in merito al fatto che De Rossi sia sopra ogni sospetto. Quel che stupisce è che, di quello strano reperto scoperto nei sotterranei di San Lorenzo, durante gli scavi, egli faccia solo un breve accenno a dispetto della sua notoria e maniacale attenzione ai dettagli. Per quale motivo? C’è da dire che sono davvero molte le stranezze in questa storia. Per cercare di dipanare almeno un po’ la matassa abbiamo deciso di rivolgerci allo studioso che per primo ha riesumato una scoperta che sembrava definitivamente archiviata e dimenticata da quasi 150 anni . Alfredo M. Barbagallo è l’autore del coraggioso studio <em>San Lorenzo e il Santo Graal</em> che da qualche tempo sta facendo discutere gli esperti. Fu davvero il Santo Graal quello rinvenuto da De Rossi nella Basilica di San Lorenzo Fuori le Mura? E dove si trova ora la reliquia?  </p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Intervista ad Alfredo M. Barbagallo, l’uomo che cercava il Graal</strong><em> </em>  </p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_1289" class="wp-caption alignright" style="width: 190px"><img class="size-full wp-image-1289" title="Alfredo Barbagallo" src="http://www.terraincognitaweb.com/wp-content/uploads/2009/07/barbagallo.jpg" alt="Alfredo Barbagallo" width="180" height="135" /><p class="wp-caption-text">Alfredo Barbagallo</p></div>
<p style="text-align: justify;"> <em>TERRA INCOGNITA: Cominciamo parlando di lei. Chi è il professor Alfredo Barbagallo l’uomo che ha riscoperto il Sacro Graal?</em>  </p>
<p style="text-align: justify;">ALFREDO BARBAGALLO: Grazie a te, Alessandro, e a Terra Incognita; attribuisco grande importanza a questa Intervista, e sarò, contrariamente al mio stile abitualmente pacato, molto spiccio e diretto, nell’interesse dei Lettori. Inizio però a dirti che non sono Professore; la Disabilità cronica di cui ero disgraziatamente portatore (ora chirurgicamente corretta) ha distrutto purtroppo la mia vita accademica ed anche privata, dai tempi universitari. Ho avuto poi nella vita importanti incarichi culturali ed anche politici; ho partecipato ad Architettura e Territorio, per poi confluire in Italia Nostra, di cui sono stato Consigliere romano per un decennio, accanto al grande Antonio Cederna. Ho poi fondato Arte e Mistero, che dirigo da anni. Ho gestito credo centinaia di Conferenze Stampa ed iniziative culturali sulla grande stampa nazionale ed internazionale, ed il mondo radiotelevisivo mondiale, con ampie tracce nel web. Nei fatti, sono quindi ormai un Giornalista ; e come tale, posso essere valutato.  </p>
<p style="text-align: justify;"><em>TI: Il suo libro “San Lorenzo e il Santo Graal” è un vero e proprio testo universitario di archeologia; non si ravvisa il solito stile dell’archeologo di frontiera ma più propriamente quello del ricercatore serio ed ortodosso. Eppure è praticamente stato ignorato da tutti i settori specialistici. Per quale motivo?<br />
</em><br />
AB: Innanzi tutto perché la Chiesa Cattolica di Roma – sia chiaro, nei suoi organi scientifici internazionali, e non certo di riflessione teologica e morale –  sembra non volere il Santo Graal, e soprattutto non volerlo a Roma, almeno sino ad oggi; desidero precisare a questo proposito di essere Cattolico osservante, e di avere condotto una ricerca di carattere strettamente storico – archeologico. Il tam tam partito indirettamente da Roma, ed invitante al silenzio, ha travolto così il mondo scientifico nazionale,sarò del tutto sincero, per interesse, vanità od ambizione; eccetto la grande Stampa, nazionale ed internazionale, che si è battuta sin che ha potuto.<br />
Desidero inoltre sommessamente ricordare che i miei anni di studio ed i loro risultati sono stati tutti – e saranno ancora &#8211; a titolo gratuito; ma chi opera nel campo scientifico – disgraziatamente – prima bussa a Quattrini, come noto, e solo poi ragiona; è il Vizietto del nostro mondo accademico ; e ciò non può che bloccare ulteriormente ogni sviluppo di indagine.<br />
Il motivo quindi di questo atteggiamento complessivo non può che rimanere oscuro.  </p>
<p style="text-align: justify;"><em>TI: Cosa ha scoperto di rivoluzionario sul Santo Graal a Roma, come ne è venuto a conoscenza e quali tracce ha seguito?</em>  </p>
<p style="text-align: justify;">AB: Il “ Santo Graal “ non è altro , nella mia ipotesi ricostruttiva, che l’antico e leggendario Patrimonio Apostolico di custodia al Diacono e Santo Lorenzo, in varie ed identificabili Componenti materiali; sepolto con lui, e poi dal 590 disperso in tutta Europa in funzione evangelizzante da Gregorio Magno; la leggenda medioevale ripercorre questi antichi eventi, secondo tracce di cui invito a cortese lettura dal mio studio.<br />
Ipotesi terrificante, ma reale.  </p>
<p style="text-align: justify;"><em>TI: Possiamo dire che la scoperta del Graal provi senza ombra di dubbio che la storia di Gesù è vera?</em>  </p>
<p style="text-align: justify;">AB: Sì, credo sia riaffermativa delle Verità evangeliche; per questo è sconcertante come la Chiesa di Roma – ripeto, nei suoi organi scientifici  –  si opponga alla sola valutazione dei miei studi. Si valuti in quest’ambito ricostruttivo, ovviamente, il ruolo centrale, nel primo formarsi di un Patrimonio reliquiario oggettuale sacrale cristiano, del primo gruppo Apostolico operante dopo la scomparsa terrena di Gesù di Nazareth; con indicazione, nel mio studio, del ruolo centrale in ciò di Tommaso, l’Apostolo incredulo.  </p>
<p style="text-align: justify;"><em><img class="alignleft size-full wp-image-1466" title="slorenzo_distrutta" src="http://www.terraincognitaweb.com/wp-content/uploads/2009/12/CEI_1.jpg" alt="slorenzo_distrutta" width="291" height="326" />TI: Secondo lei la figura del Gesù storico corrisponde con quella religiosa e divina della Chiesa Cattolica?</em> </p>
<p style="text-align: justify;">AB: Sì.  </p>
<p style="text-align: justify;"><em>TI: Dove è nascosto oggi il Graal rinvenuto a San Lorenzo dall’archeologo Giovanni Battista De Rossi?</em>  </p>
<p style="text-align: justify;">AB: Credo appunto il Graal sia un complesso patrimoniale reliquiario; con una componente materiale di narrazione evangelica Resurrezionale (attualmente preservata in Vaticano da De Rossi, ed irreperibile, al mio stadio informativo) ; una componente connessa all’Ultima Cena (Caliz, a Valencia) ; una componente connessa alla Deposizione (Bute, in Scozia, poi Glastonbury). Ciò, almeno, sino a questo stadio di ricerca, liberamente accessibile in alfredobarbagallo.com, ed in Terra Incognita..  </p>
<p style="text-align: justify;"><em>TI: Cosa rappresenta la scoperta del Calice di Cristo per l’uomo moderno?</em>  </p>
<p style="text-align: justify;">AB: Tutto. Questo patrimonio è l’identità storica europea, e l’identità spirituale occidentale; ed il modesto studioso che scrive ne ha reperito tracce per mera accidentale fortuna. Desidero a questo punto essere di spietata chiarezza. Se perderemo le tracce del Graal, per la scelleratezza e l’incuria di pochi, sarà danno di tutti, e forse per sempre. E dirò ancora di più : il Signore Dio dei Cieli, per chi ci crede, non vuole ciò.  </p>
<p style="text-align: justify;"><em>TI: E’ vero che la Basilica di San Lorenzo Fuori le Mura fu tra i possedimenti dei Cavalieri Templari?</em>  </p>
<p style="text-align: justify;">AB: Ve ne sono tracce praticamente infinite, di carattere iconografico e storico – artistico. Wolfram von Eschenbach, che era un Templare, identifica il Graal nella Pietra <em>lapsit exillis</em>, in realtà, per i miei studi, la Lapide di San Lorenzo; accanto al Calice preservato già da secoli, e poi materialmente reperito in epoca ottocentesca da Giovanni Battista De Rossi.  </p>
<p style="text-align: justify;"><em>TI: Sta lavorando a qualche nuovo progetto? E nel caso ci potrebbe dare qualche piccola anticipazione?</em>  </p>
<p style="text-align: justify;">AB: Sto lottando per difendere la mia ricerca, che una massa documentale ormai imponente rende del tutto plausibile. Prima o poi, ne seguirà pubblicazione completa, ma i dati continuano ad accumularsi; la Basilica di San Lorenzo a Roma è il Manico della Storia.  </p>
<p style="text-align: justify;"><em>TI: C’è altro che vorrebbe dire ai nostri lettori?</em>  </p>
<p style="text-align: justify;">AB: Difendete il Santo Graal. Difendete il Santo Graal. Difendete il Santo Graal. Con ogni forza, con ogni sentimento, con ogni ragione, per tutta la vita.  </p>
<p style="text-align: justify;">Ringraziando Alfredo Barbagallo, ripensai alle mille domande che avrei ancora voluto rivolgergli. Molte avrebbero rischiato di ferire la sensibilità  delle famiglie delle vittime del vile bombardamento americano su Roma ed in particolare sul quartiere San Lorenzo avvenuto durante la Seconda Guerra Mondiale. La notte tra il 18 ed il 19 luglio 1943, lo stesso giorno dell’incendio di Roma del 64 a.C., la Basilica di San Lorenzo Fuori le Mura fu quasi rasa al suolo. E ci sono molti dubbi legittimi che affiorano in proposito. Ma questa è una storia che forse un giorno potremo narrare liberamente raccontando una delle possibili verità.<span id="_marker"> </span></p>


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		<title>La leggenda dell&#8217;anno zero &#8211; Dove muore il mito e sorge la realtà</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Jul 2009 15:06:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[gesù]]></category>

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		<description><![CDATA[In seno alla Chiesa cattolica si sono verificati in circa duemila anni di storia scismi, riforme e controriforme di ogni genere, frantumando la struttura originale del culto più diffuso in occidente e forse nel mondo intero. Ma curiosamente quasi tutti, tradizionalisti e protestanti, credono che la nascita del Signore Gesù Cristo sia avvenuta in una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>In seno alla Chiesa cattolica si sono verificati in circa duemila anni di storia scismi, riforme e controriforme di ogni genere, frantumando la struttura originale del culto più diffuso in occidente e forse nel mondo intero. Ma curiosamente quasi tutti, tradizionalisti e protestanti, credono che la nascita del Signore Gesù Cristo sia avvenuta in una notte fredda tra il 24 ed il 25 dicembre di quello che sarebbe divenuto l’anno di nascita di una nuova umanità. Quell’anno è da tutti ricordato come anno zero. Ma è possibile che la cronologia ufficiale si sbagli e che il Messia sia nato in un giorno d’estate dell’ottavo anno avanti Cristo? E se questo è vero è possibile dimostrarlo scientificamente? Quando il ricordo religioso s’annebbia la leggenda s’impone sulla storia, ma la storia non dimentica mai niente.</em></p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Massimo Barbetta</strong><br />
a cura di <strong>Alessandro Moriccioni</strong> e <strong>Andrea Somma</strong><span id="more-772"></span></p>
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		<title>Gesù l&#8217;uomo</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jul 2009 10:18:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[barbara thiering]]></category>
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		<description><![CDATA[Editoriale di Terra Incognita Magazine n.7 di Andrea Somma Di rientro dalle vacanze estive, la Redazione di Terra Incognita Magazine parte subito alla grande. In questo nuovo numero troverete infatti un&#8217;intervista esclusiva a Barbara Thiering, teologa australiana autrice del libro Gesù l&#8217;uomo, appena pubblicato in Italia da Profondo Rosso. Per approfondire le tematiche e le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Editoriale di Terra Incognita Magazine n.7</em></p>
<p>di <strong>Andrea Somma</strong><span id="more-450"></span></p>
<div id="attachment_329" class="wp-caption alignleft" style="width: 238px"><a href="http://www.terraincognitaweb.com/wp-content/uploads/2009/07/jesuscop.jpg"><img class="size-full wp-image-329" title="Copertina del libro &quot;Jesus the man&quot;" src="http://www.terraincognitaweb.com/wp-content/uploads/2009/07/jesuscop.jpg" alt="Copertina del libro &quot;Jesus the man&quot;" width="228" height="384" /></a><p class="wp-caption-text">Copertina del libro &quot;Jesus the man&quot;</p></div>
<p style="text-align: justify;">Di rientro dalle vacanze estive, la Redazione di Terra Incognita Magazine parte subito alla grande. In questo nuovo numero troverete infatti un&#8217;intervista esclusiva a Barbara Thiering, teologa australiana autrice del libro <em>Gesù l&#8217;uomo</em>, appena pubblicato in Italia da <em>Profondo Rosso</em>.<br />
Per approfondire le tematiche e le teorie avanzate dalla Thiering abbiamo anche avuto l&#8217;autorizzazione, da parte dell&#8217;editore, a pubblicare due capitoli a nostra scelta, estratti dal volume.</p>
<p style="text-align: justify;">La storia &#8220;umana&#8221; di Gesù ha da sempre attirato i ricercatori di tutto il mondo. Ma il tema ha toccato l&#8217;interesse della gente solo in seguito alla pubblicazione del discusso volume di Dan Brown, <em>Il codice Da Vinci</em> che, in tutta onestà, non faceva che riportare teorie precedenti senza grandi spiegazioni nè approfondimenti.<br />
Se da una parte il volume di Brown ha avuto il merito di attirare l&#8217;attenzione su un tema così controverso, ha però avuto anche il demerito di prestare il fianco ad aspre critiche per la sua scarsa attendibilità. Come spesso accade quindi si è considerato l&#8217;argomento, e tutto ciò che era stato già scritto, una pura fantasia.<br />
Ma Dan Brown è stato solo la punta visibile di un iceberg esistente già da decenni. Basti citare il celebre volume <em>Il Santo Graal</em> degli studiosi Baigeant, Leigh e Lincoln, che descrive la vicenda di Gesù e della sua ipotetica discendenza, alla luce di nuove scoperte. Molto sulla figura di Gesù è stato scritto anche in seguito. Ultimo in ordine cronologico il volume <em>Inchiesta su Gesù</em> di Corrado Augias e Mauro Pesce.</p>
<p style="text-align: justify;">Barbara Thiering ha però il merito di aver, per prima, minuziosamente analizzato le Sacre Scritture alla luce degli straordinari Rotoli del Mar Morto, rinvenuti nel 1947 nelle grotte situate presso l&#8217;altopiano di Qumran. La rilettura dei testi sacri viene effettuata attraverso la tecnica pesher che consiste nel rintracciare il significato nascosto all&#8217;interno di una storia superficiale. E&#8217; così che veniamo a conoscenza della situazione politica a cavallo dell&#8217;anno 0 e dei suoi sviluppi; dei contrasti e gli scontri tra le varie fazioni politico/religiose. Gesù diventa quindi una pedina fondamentale nel tentativo di restaurare la dinastia di David sul trono del mondo.<br />
I vangeli diventano quindi dei veri e propri codici cifrati, fondamentali per comunicare il loro messaggio solo a coloro che <em>&#8220;avevano orecchie per intendere&#8221;</em>, ossia che erano a conoscenza dell&#8217;esistenza di un racconto nascosto. Era questo l&#8217;unico modo possibile per proteggere la missione da occhi indiscreti.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel primo capitolo che abbiamo pubblicato, quello sui <em>Dodici Apostoli</em>, scopriamo come i seguaci di Gesù non furono altro che un vero e proprio schieramento di contro-governo. Tale gruppo nacque dalla fusione delle due fazioni politiche opposte che si allearono, in un periodo relativamente tranquillo, per contrastare l&#8217;opera sacerdotale di Giovanni Battista che, con caparbietà e arroganza, cercava di restaurare l&#8217;esclusività del rito esseno.<br />
Nel secondo capitolo pubblicato, <em>Dentro la grotta</em>, viene descritto tutto ciò che sarebbe accaduto dopo la deposizione di Gesù dalla croce. Quella che è passata alla storia come la divina resurrezione di Gesù dalla morte diventa, alla luce del volume della Thiering, un semplice susseguirsi di vicende umane.</p>
<p style="text-align: justify;">Un libro come <em>Gesù l&#8217;uomo</em> non potrà che scatenare forti polemiche. La figura di Gesù viene infatti privata completamente del suo aspetto divino per essere descritto come un uomo &#8220;comune&#8221;, guidato da nobili ideali con il compito di condurre i suoi &#8220;discepoli&#8221; verso la fondazione della &#8220;Nuova Gerusalemme&#8221;.</p>


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		<title>Il terzo giorno è resuscitato&#8230;?</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Jul 2009 14:28:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[barbara thiering]]></category>
		<category><![CDATA[gesù]]></category>
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		<description><![CDATA[Esce finalmente in Italia il libro “Gesù l’Uomo” della ricercatrice australiana Barbara Thiering. Attraverso una tecnica, denominata pesher, propone una nuova visione della vita di Cristo e dell’importanza dei Rotoli del Mar Morto. Ma non solo…

di Alessandro Moriccioni e Andrea Somma]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Esce finalmente in Italia il libro “Gesù l’Uomo” della ricercatrice australiana Barbara Thiering. Attraverso una tecnica, denominata pesher, propone una nuova visione della vita di Cristo e dell’importanza dei Rotoli del Mar Morto. Ma non solo…</em></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">di <strong>Alessandro Moriccioni</strong> e <strong>Andrea Somma<span id="more-324"></span></strong></p>
<div class="mceTemp" style="TEXT-ALIGN: justify">
<dl id="attachment_329" class="wp-caption alignleft" style="width: 248px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.terraincognitaweb.com/wp-content/uploads/2009/07/jesuscop.jpg"><img class="size-full wp-image-329" title="Copertina del libro &quot;Jesus the man&quot;" src="http://www.terraincognitaweb.com/wp-content/uploads/2009/07/jesuscop.jpg" alt="Copertina del libro &quot;Jesus the man&quot;" width="238" height="400" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Copertina del libro &#8220;Jesus the man&#8221;</dd>
</dl>
</div>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Quando nel 1947 avvenne la fortuita scoperta del sito di Qumran sul Mar Morto e dei suoi famosi rotoli, nessuno immaginò che bomba fosse stata innescata.<br />
La tesi vuole che Qumran sia stata dimora di una setta isolata di asceti dediti alla preghiera ed alla meditazione. Nonostante la funzione del sito non sia nota agli archeologi, e potrebbe non essere direttamente correlata ai rotoli, il fatto certo è che, con l’avvento della distruzione romana della Palestina tra il 66 ed il 73 d.C., questa comunità nascose i propri scritti in grotte diverse per non tornare mai più a riprenderseli. Questa setta, la cui origine non è propriamente chiara, è conosciuta unanimemente col nome di Esseni.<br />
Per anni lo studio di quegli stessi scritti fu affidato all’Ecole Biblique, una commissione di studiosi quasi prettamente cattolici. Lo scandalo colpì tuttavia il gruppo di scienziati a causa della riluttanza espressa, dopo le insistenti richieste della comunità scientifica, di pubblicare i risultati delle ricerche. Sembrò per questo che vi fosse, in quei testi, un segreto da proteggere, come se rivelassero verità scomode per il Vaticano. Padre De Vaux, capo della commissione, e il suo assistente Padre Milik erano alla guida dell’Equipe di scienziati e posero spesso il loro veto, arrivando ad allontanare il dottor John Allegro che invece decise di rendere noti i dati emersi in anni di analisi estremamente accurate.<br />
Come Robert Eisenman, anche Barbara Thiering asserisce che la setta degli Esseni era lungi dall’essere isolata e semplicemente mistica. Aveva un immenso potere politico a Gerusalemme ma anche presso il re. Al suo interno esisteva una lotta per l’avvicendamento delle stirpi di Davide e di Giuda. Con la nascita di Gesù, membro stesso della comunità, si prospettò la speranza di rimettere sul trono di Davide e Salomone un loro diretto discendente. Ma il destino non gli fu favorevole e il progetto dovette essere attuato in un luogo diverso, a Roma. Come afferma giustamente la Thiering questa era la Nuova Gerusalemme.<br />
Se la tesi secondo la quale i rotoli di Qumran, tra cui i vangeli, possono essere letti attraverso una tecnica nota ai soli iniziati esseni fosse vera, il timore di Padre De Vaux e dei suoi collaboratori sarebbe comprensibile. Attraverso la ricezione del messaggio sotteso alla narrazione mitica della storia di Gesù, si giunge ad una nuova visione dell’opera del Cristo. La fede nella credenza dogmatica della divinità, sacrificatasi come capro espiatorio per purificare l’umanità dal peccato, decade.<br />
La tecnica Pesher, ipotizzata e descritta dalla dottoressa Thiering nel suo libro “Gesù l’Uomo”, rispecchia perfettamente la mentalità del gruppo mistico e del movimento politico che redasse i rotoli seppelliti a Qumran. Senza questa sorta di schermo che la difendeva dai profani, la setta sarebbe stata certamente annientata dalle fazioni avverse. Invece si insinuò a corte e si assicurò la piena collaborazione dei reggenti. Quella di Gesù fu una vera e propria missione. Ma una missione terrena costellata di difficoltà.</p>
<div id="attachment_333" class="wp-caption alignleft" style="width: 334px"><a href="http://www.terraincognitaweb.com/wp-content/uploads/2009/07/qumran.JPG"><img class="size-full wp-image-333 " title="Veduta dell'altopiano di Qumran" src="http://www.terraincognitaweb.com/wp-content/uploads/2009/07/qumran.JPG" alt="Veduta dell'altopiano di Qumran" width="324" height="229" /></a><p class="wp-caption-text">Veduta dell&#39;altopiano di Qumran</p></div>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">E’ chiaro che le implicazioni del metodo proposto dalla Thiering vanno ben oltre la messa in discussione della struttura teologica del cattolicesimo. Esse dimostrano quanto il mito, la narrazione di una parabola o semplicemente di una storia morale, veicolino dei significati nascosti decodificabili a patto di averne la chiave. Una storia di superficie può rivelare in profondità una vicenda del tutto diversa, comprensibile dalle stesse parole, tuttavia invisibile a chi ne ignora il significato e la simbologia che la compone.<br />
In riferimento ai rotoli di Qumran possiamo inoltre dire che essi effettivamente riportano un insegnamento morale, ma ne contengono anche uno di carattere politico. Si tratta di una costruzione mitologica in forma di novella, che poi divenne effettivamente Storia Sacra e mito vero e proprio, esattamente come sempre avviene.<br />
Si potrebbe ribattere che la conseguenza delle azioni di Gesù narrate nei Vangeli, canonici e apocrifi (o gnostici), sia la nascita di una religione e non l’avvento di un semplice mito. Ma cos’è la religione se non un movimento che basa le proprie credenze sulla fede e sull’analisi interpretativa del mito?<br />
Nell’antico Egitto, come nel resto del mondo, la conoscenza dei segreti e dei miti era appannaggio della classe sacerdotale, che dominava e che era in grado di opporsi al Faraone sebbene questi fosse il Sommo Sacerdote. Lo stesso Pontefice Massimo è una visione del re sacerdote, in grado di dominare grazie alla conoscenza divina assimilata attraverso la setta religiosa a cui appartiene.<br />
La religione, nel corso del tempo, si è profilata universalmente come un contenitore, un’Arca, sempre protesa al dominio. Ma in fondo ciò è normale, poichè dal mito scaturisce il rito e come lo sciamano domina il mondo degli spiriti e comunica con gli antenati, unico e indiscusso nel suo villaggio, chi domina il rito si appropria del mito e si avvicina a Dio.<br />
Non c’è ragione dunque di tacciare la dottoressa Thiering di “sindrome da cospirazione”, poiché una cospirazione fu davvero mossa ai danni del dominio romano, mal visto dai sacerdoti del Tempio che anelavano al ripristino dell’antico regno di Israele.<br />
Come potevano questi cospiratori agire alla luce del sole scrivendo trattati comprensibili a tutti, o almeno per chi sapeva leggere? Se l’azione dietro la quale si celano le gesta del Cristo fosse stata di dominio pubblico, gli Esseni sarebbero stati da tempo eliminati proprio dai romani che, dopo le rivolte in Palestina, agirono radendo al suolo Gerusalemme e il suo Secondo Tempio, trasferendone a Roma le ricchezze e cancellando la fortezza zelota di Masada dalla faccia della Terra.<br />
Ecco a cosa serve la tecnica Pesher, a recuperare i dati storici inseriti in un testo fantastico o criptato, per conservarli dal tempo e da occhi indiscreti o impreparati alla loro comprensione. Questo accade ogni volta che una storia rilevante, per un gruppo ristretto o per l’intero genere umano, si trasforma dapprima in leggenda cristallizzandosi poi in vero e proprio mito. Esiste dunque una chiave, una tecnica Pesher, per ogni codice, per ogni Storia Sacra che l’uomo ha voluto conservare nei propri miti antichi tramandati sino ad oggi.<br />
Soltanto coloro che sanno ancora rapportarsi apertamente agli insegnamenti delle antiche scienze sapranno leggere il mito e la verità che vi si annidano.<br />
Come per gli iniziati delle sette esoteriche, anche per noi profani è necessario gettare la maschera imposta dalla società omologante e riuscire a rapportarci individualmente alla simbologia sottostante la semplice storia fantastica. A quella serie di elementi che scuotono il subconscio umano e l’impronta genetica, protratta di generazione in generazione, di tutte le esperienze umane. Poiché il mito si esprime dapprima in simboli e poi in parole.<br />
Con “Gesù l’Uomo” abbiamo un chiaro esempio di come la conoscenza del simbolo permetta la decodificazione della parola di Dio.</p>
<h5 style="TEXT-ALIGN: justify">Intervista a Barbara Thiering</h5>
<div id="attachment_332" class="wp-caption alignleft" style="width: 278px"><a href="http://www.terraincognitaweb.com/wp-content/uploads/2009/07/rotolo.JPG"><img class="size-full wp-image-332 " title="Un rotolo rinvenuto a Qumran" src="http://www.terraincognitaweb.com/wp-content/uploads/2009/07/rotolo.JPG" alt="Un rotolo rinvenuto a Qumran" width="268" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Un rotolo rinvenuto a Qumran</p></div>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Chi meglio della stessa Barbara Thiering può introdurre la pubblicazione in Italia del suo libro “Gesù l’Uomo”? Abbiamo così deciso di contattare la studiosa australiana che con grande cortesia e disponibilità ha risposto alle nostre domande.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><em>Terra Incognita: In questi anni sono stati pubblicati molti libri sulla figura di Gesù, sul Santo Graal e su alcuni misteri legati alla religione. Molti di questi hanno scatenato accese discussioni ed anche inevitabili polemiche. Il suo libro, lo sappiamo, è antecedente a gran parte di questi volumi, però giunge in Italia quando già molto è ormai stato detto su Gesù e la sua vita. Perchè un lettore dovrebbe comprare e leggere il suo libro? Cosa troverà di assolutamente innovativo rispetto a quanto già detto?</em></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Barbara Thiering: Il lettore troverà la fonte più recente di tutte le esatte informazioni che parlano della figura storica di Gesù. Nel passato sono stati realizzati molti studi accademici, ma il mio è stato il primo a fornire un’analisi completa del Nuovo Testamento, alla luce dei Rotoli del Mar Morto. Sin dalla loro scoperta nel 1947, molte delle informazioni riguardanti i Rotoli sono state mantenute segrete al pubblico. In questa maniera sono state fornite informazioni errate in modo da proteggere l’ortodossia cristiana.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>T.I.: Nel suo libro parla della tecnica Pesher, secondo la quale dietro al significato letterario del testo se ne nasconderebbe uno molto più profondo e riservato solo a chi ha “ orecchie per intendere”. Quali sono stati gli indizi che l&#8217;hanno condotta a questa straordinaria scoperta?</em> </p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">B.T.: Si è trattato semplicemente di un ragionamento derivante dall’osservazione dei fatti, nello stesso modo in cui avviene ogni scoperta scientifica. Come studiosa accademica mi sono specializzata nello studio dei Rotoli del Mar Morto, poiché erano l’argomento di discussione più recente e interessante nel mio campo, e inoltre poiché ero in possesso delle qualifiche necessarie, ossia della conoscenza dell’ebraico e delle altre lingue pertinenti. Avevo anche delle competenze bibliche derivanti dai miei studi precedenti. Conoscevo molto bene i Rotoli e, inoltre, ero consapevole del fatto che contenevano molti parallelismi con le pratiche sia del Nuovo Testamento che della Cristianesimo. A quel punto si manifestò in me un&#8217;ipotesi palesemente ovvia, anche perché stavo scrivendo un articolo per un giornale specializzato riguardo un passaggio della <em>Regola della Comunità (1QS 6:13-23)</em> che descriveva i livelli di iniziazione all&#8217;interno della setta di Qumran. Lo stesso processo, con alcuni dettagli ulteriori, è descritto da Giuseppe riguardo gli Esseni (<em>La Guerra Giudaica 2, 137-142</em>).<br />
Gli uomini che volevano intraprendere il rigido regime monastico di Qumran dovevano passare un anno al di fuori della comunità, vivendo come eremiti. A questo punto dovevano trascorrere due ulteriori anni preliminari prima dell’iniziazione. Nel primo essi ricevevano il battesimo nell’acqua. Nel secondo venivano ammessi a condividere il pane sacro nel pasto monastico consacrato, ma non potevano ricevere il vino. Al termine di questo periodo, se venivano giudicati adatti, ricevevano la piena iniziazione all’interno della ristretta comunità monastica. Un loro caratteristico segno di riconoscimento era la possibilità di ricevere il vino che era stato consacrato dal sacerdote nel corso del sacro pasto diurno.<br />
Quindi ricevevano il battesimo nell’acqua quando ancora non erano dei membri effettivi, mentre potevano ricevere il vino solo una volta ammessi a pieno titolo nella comunità. Cosa avveniva quindi quando l’acqua veniva trasformata in vino, come fece Gesù secondo quanto narrato da <em>Giovanni 2:1-11</em>? Un simile <em>“miracolo”</em> poteva avvenire se una classe di uomini riceveva l’ammissione nella comunità, quando in precedenza era stata loro negata. Ciò avveniva attraverso il cambio delle regole. Esisteva una classe simile – i Gentili che erano attratti dallo stile di vita di Qumran, ma che venivano considerati <em>“impuri”</em> poiché non erano circoncisi. Il <em>Nuovo Testamento</em> è dominato dal dibattito circa questo aspetto. Il partito che ammise i Gentili, e che era guidato da Gesù, divenne il partito Cristiano. L’altra fazione rimase Ebraica.<br />
L’ipotesi che mi venne in mente era: il “miracolo” della trasformazione dell’acqua in vino è un racconto dissimulato di un grande cambiamento apportato dalla figura storica di Gesù, un cambiamento di notevole importanza sociale e politica?<br />
Il cambiamento consisteva nel professare che i Gentili erano assolutamente uguali agli Ebrei, e che quindi era necessario rimuovere qualunque barriera razziale. E se questo è il significato di un <em>“miracolo”</em>, bisogna estendere il concetto a tutti i <em>“miracoli”</em>? Stanno raccontando la storia reale della fondazione della Cristianità, una narrazione che poteva essere capita solo da coloro che sapevano il significato nell’organizzazione delle parole <em>“acqua”</em> e <em>“vino”</em>?<br />
Compresi che le ipotesi dovevano essere dimostrate in tutte le istanze prima di poter essere convalidate. Il processo di validazione ha richiesto anni di lavoro, fino a quando non ho pubblicato <em>“The Qumran Origins of the Christian Church”</em> nel 1983. Questo libro fu solo il gradino iniziale prima delle ulteriori ricerche, ma fu un passo fondamentale. Era la semplice conseguenza di attenti studi sulle informazioni, che venivano associate attraverso un ragionamento logico.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><em>T.I.: Il suo libro è stato tradotto in moltissimi paesi del mondo. Visto l&#8217;argomento che affronta immaginiamo che abbia ricevuto ogni volta critiche molto forti. Teme polemiche maggiori ora che il libro verrà pubblicato in un paese cattolico come l&#8217;Italia nonché sede del Vaticano?</em></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">B.T.: Ormai mi sono abituata ai processi ed ho anche avuto modo di riflettere sulle motivazioni. Le critiche alle mie affermazioni possono essere efficaci solo se dimostrano che i fatti da me espressi non sono reali. Le motivazioni che provocano gli attacchi, definiti critiche, possono derivare da convinzioni religiose che riguardano l’autorità di una rivelazione fornita da un essere sovrannaturale. Questo è pregiudizio e dogmatismo, non una critica scientifica. E’ una caratteristica delle credenze religiose, ma non un processo adatto alla nostra epoca scientifica.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><em>T.I.: A differenza di molti libri fin qui pubblicati sull&#8217;argomento, il suo è ricco di note, di appendici e di riferimenti diretti alla Bibbia. Ogni affermazione che lei fa, si basa sempre su prove ben precise che non manca mai di riportare. Quanto tempo ha impiegato nelle sue ricerche e nella stesura del libro?</em></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">B.T.: E’ esatto, infatti mi ci sono voluti molti anni. Non era solo la mia professione, dove un’accuratezza simile è un requisito fondamentale, ma anche un mio grande interesse. Mi attraeva risolvere problemi ed enigmi assai complessi.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><em>T.I.: La figura di Gesù che emerge dal suo libro è quella di un uomo, certamente con un aspetto mistico, ma pur sempre un uomo normale. Perchè un cristiano dovrebbe ancora oggi credere alla figura divina di Cristo?</em></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">B.T.: Concordo con il teologo Paul Tillich che affermò che era da considerarsi idolatria associare un’immagine divina ad una persona umana. Si tratta di idolatrare noi stessi. E’ il prodotto di una particolare fase dello sviluppo individuale, quello dei <em>“fanciulli in Cristo”</em> – per usare le parole del Nuovo Testamento. Ma gli individui e le società hanno bisogno di crescere al di fuori di questo contesto, e stanno iniziando a farlo più frequentemente in questa era di globalizzazione.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><em>T.I.: Dall’uscita del suo libro (1992) ad oggi, sono stati pubblicati numerosi volumi sulla linea di sangue detta, Sang Real, e della discendenza di Gesù attraverso Maria Maddalena. Pensa anche lei che possa esistere ancora oggi una discendenza diretta di Gesù, anche alla luce delle nuove scoperte sulla effettiva sopravvivenza della mitica stirpe merovingia, che si dice essere collegata a Cristo, come documentato dagli autori spagnoli Cagigal e Ros nel loro libro &#8220;Figli del sangue reale. I segreti della dinastia merovingia&#8221;?</em></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">B.T.: Ho dei grossi rammarichi riguardo l’industria fraudolenta che è sorta dal mio lavoro e da altre ricerche sulla figura storica di Gesù. Il nocciolo della questione che emerge da questa industria è che Erode il Grande, nel primo secolo a.C., fu il fondatore della missione Ebraica che subì una riforma dalla Cristianità. L’enorme guadagno della missione erodiana apparteneva ai discendenti di Erode, che rappresentavano le reali autorità durante il primo secolo a.C. Due di essi furono esiliati a Vienne e Lione nel sud della Francia. Quando i Cristiani vennero perseguitati a Roma, nella seconda metà del primo secolo, essi sarebbero fuggiti nelle case erodiane nel sud della Francia. Tra essi ci sarebbero anche i discendenti ed i parenti di Gesù che, in qualità di eredi della dinastia di Davide, dovevano sposarsi e mettere su una propria famiglia. Avrebbero quindi continuano la missione nel sud della Francia a da lì la Cristianità si sarebbe diffusa in Europa ed in Gran Bretagna. Gran parte delle teorie che avete citato, in ogni caso, sono una pura speculazione.<br />
Ho ipotizzato che una fonte di conoscenza valida circa la discendenza di Gesù si potrebbe trovare nelle “ossa di Pietro” che sono conservate in Vaticano. Molto probabilmente esse sono proprio le ossa di Gesù.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><em>T.I.: Pochi anni fa è tornato alla luce il Vangelo di Giuda, secondo il quale la missione di Cristo non sarebbe stata possibile senza l&#8217;intervento di quello che da sempre è considerato solo un traditore. Alla luce di tale aspetto, quanto crede possa cambiare la visione della storia di Gesù? Non crede che in qualche modo il Vangelo di Giuda sia un sostegno alle tesi da lei proposte nei suoi libri?</em></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">B.T.: Il frammento del Vangelo di Giuda, un vero e proprio reperto antico in lingua copta, è stato tradotto così malamente che all’inizio hanno dimenticato di scrivere la parola “non”, così da rendere Giuda un amico di Gesù. Questo, ed altri errori, sono stati esposti dalla studiosa americana April DeConick. Il 30 maggio 2008 il magazine “The Chronicle Review” ha pubblicato un articolo intitolato “Il tradimento di Giuda” dove presenta questi errori. Il sottotitolo dell’articolo è: “Milioni di persone sono state ingannate dai migliori studiosi biblici?”</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><em>T.I.: C&#8217;è ancora oggi qualcosa che potremmo imparare dallo studio dei rotoli di Qumran in relazione al concepimento della missione politica del Cristo e del conseguente progetto della conquista di Roma avvenuta, sia da un punto di vista religioso che politico, sotto l’imperatore Costantino?</em></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">B.T.: I Rotoli del Mar Morto sono il collegamento mancante tra il primo secolo e l’imperatore Costantino, nel quarto secolo. La storia prima di Costantino era stata soppressa con forza. Uno dei motivi era dovuto al fatto che il Cristianesimo era nato come una sorta di organizzazione ebraica. L’antisemitismo si era già diffuso nell’impero romano. I Rotoli suggeriscono la teoria della tecnica pesher, ideata nel Nuovo Testamento, per narrare la storia antecedente fornendo i maggiori dettagli possibili.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><em>T.I.: Perchè se la storia di Cristo e della Vergine Maria narra di semplici esseri umani, non è mai stato possibile ritrovarne le sepolture o una qualunque prova materiale, aldilà delle controverse reliquie?</em></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">B.T.: Non erano due semplici persone, ma equivalenti ai membri di una dinastia regale. Le tombe non sono mai state rinvenute e le affermazioni del loro ritrovamento sono un altro esempio di false scoperte.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><em>T.I.: Cosa possiamo ancora aspettarci dalle future ricerche sulla figura di Cristo?</em></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">B.T.: Ci sono altri due miei lavori editi dopo “Gesù l’Uomo” e pubblicati dalla stessa casa editrice, Transworld-Doubleday, che ora si chiama Random House. I libri si intitolano <em>“Jesus of the Apocalypse”</em> (1995) che fornisce ulteriori informazioni sulla dinastia di Gesù nella seconda metà del primo secolo; e <em>“The Book that Jesus Wrote”</em> (1998). Mi auguro che altri studiosi possano scoprire nuove prove valide, ma dovrebbero riuscire a passare attraverso l’usanza attuale di realizzare lavori poco credibili.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><em>T.I.: Sappiamo che due anni fa è stata pubblicata una nuova versione del suo libro &#8220;Gesù l’Uomo&#8221;, attualmente sta lavorando a nuovi progetti? Se si può darci una piccola anticipazione?</em></p>
<div id="attachment_331" class="wp-caption alignright" style="width: 330px"><a href="http://www.terraincognitaweb.com/wp-content/uploads/2009/07/cav4.JPG"><img class="size-full wp-image-331 " style="margin: 3px;" title="Qumran - Veduta della Caverna 4" src="http://www.terraincognitaweb.com/wp-content/uploads/2009/07/cav4.JPG" alt="Qumran - Veduta della Caverna 4" width="320" height="240" /></a><p class="wp-caption-text">Qumran - Veduta della Caverna 4</p></div>
<p style="text-align: justify;">B.T.: E’ stata una ristampa dello stesso libro realizzata da un diverso editore, Simon and Schuster. Mi rammarico dell’enfasi data dalla pubblicità a Maria Maddalena, ma credevo che coloro che avrebbero letto il libro avrebbero appreso la storia politica più importante. Attualmente sto lavorando su un’analisi, parola per parola, dei primi capitoli del libro dell’Apocalisse. Lo stesso lavoro, realizzato invece sugli ultimi capitoli dell’Apocalisse, che narrano della discendenza di Gesù e della sua morte avvenuta a Roma, è stato pubblicato sul sito internet <a href="http://www.pesherofchrist.infinitesoulutions.com/" target="_blank">“Pesher of Christ”</a>.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>T.I.: C&#8217;è altro che vorrebbe dire ai nostri lettori?</em></p>
<p style="text-align: justify;">B.T.: Vorrei solo aggiungere che tentare di comprendere gli avvenimenti e risolvere gli enigmi è un duro compito ma anche, secondo la mia esperienza, il lavoro più piacevole che chiunque possa intraprendere. Ma è davvero molto difficile, e prima di iniziarlo bisognerebbe essere consci del fatto che richiede una enorme quantità di tempo e che si dovranno superare forti ostilità da parte dei cristiani ortodossi.</p>
<h5 style="text-align: justify;">Conclusioni</h5>
<p style="text-align: justify;">Forse la scoperta della Dott.ssa Thiering non cambierà mai la visione di Cristo e della sua religione nel cuore dei fedeli. Ma indubbiamente la crisi che attualmente sta vivendo la Chiesa Cattolica è in parte anche dovuta agli elementi storici che stanno emergendo sulla figura di un Gesù sempre più uomo e meno divino. Elementi che non possono più essere occultati. Crediamo che il testo della Dott.ssa Thiering aggiunga un tassello importante alla ricostruzione della storia dei primordi del cristianesimo, separando ciò che è mito dalla realtà. Un tassello utile al fine, un giorno, di poter conoscere davvero colui che ha segnato così profondamente la storia dei popoli d&#8217;Europa e del resto del mondo negli ultimi duemila anni.</p>


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