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La rinascita del Corpus Hermeticum

Una serata al Grande Oriente d’Italia

Sabato 25 Febbraio, data fissata per l’incontro di Palazzo Altemps, tutti impettiti io e la mia ragazza facevamo ingresso nella società massonica di Roma. La sala conferenze allestita in un’antica e meravigliosa stanza del palazzo, oggi chiamata senza troppa fantasia Sala Confcooper, brillava sotto i riflettori alogeni accesi per illuminarla.
Confesso che mi trovai un tantino a disagio tra tutte quelle persone a me sconosciute, molte delle quali portavano il simbolo di appartenenza massonica. Una spilla tonda con al centro il simbolo del Grande Oriente d’Italia: la piramide.
Faceva anche molto caldo, a causa dei riflettori di cui sopra e dovetti allentare il nodo alla cravatta. Notai che oltre a numerosi cinquantenni interessati, sedevano tra noi più ragazzi di quanto immaginassi. Nuovi adepti o semplici curiosi?
A presiedere l’incontro erano: Bruno Battisti d’Amario, Presidente del Collegio Circoscrizione dei Maestri Venerabili del Lazio, Giovanni Casadio, docente presso l’Università di Salerno, Mino Gabriele, dell’Università di Udine, Claudio Moreschini, professore universitario a Pisa, Gustavo Raffi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia e Ilaria Ramelli ricercatrice e filologa di letteratura classica curatrice della riedizione del Corpus. Non ci volle molto prima che salissero sul palco e l’incontro ebbe inizio senza troppe attese.
Per prima cosa si presentarono, introdotti dal Presidente di Collegio Bruno Battisti d’Amario. Dopo le dovute presentazioni passarono all’esposizione di alcune diapositive che rappresentavano, tratti da antichi manoscritti, alcuni concetti di derivazione ermetica. Molto notevole, non c’è che dire. Ma fu quando iniziarono a proferire i professori che la cosa si fece interessante.
Fu fatto un vero e proprio excursus nella religione occidentale e vicino orientale fino ad andare a toccare argomenti complessi come le eresie catare. Tuttavia il linguaggio usato fui talmente aulico che a malapena si poteva seguire. Avendo una cospicua infarinatura sull’argomento potei fare da traduttore simultaneo per la mia ragazza che come molti tra il pubblico si era chiesta di cosa esattamente si stava parlando. Il punto caldo della discussione fu ad ogni modo chiarissimo. I testi contenuti nel Corpus Hermeticum erano da attribuirsi all’area filosofica greca o invece provenivano realmente dall’Egitto, come da più di cinquecento anni si spera di provare?
La partita si giocava, a parer mio, in modo scorretto. L’unico docente con una reale competenza sull’argomento asseriva che non era possibile attestare una provenienza egizia antica per ciò che concerneva gli Hermetica. Gli altri referenti erano più aperti a questa eventualità, ma come sempre accade, s’invitano alle presentazioni letterarie tutti coloro che accettano di farle. E non sempre si tratta di gente competente. Quindi, dopo il timido intervento della dottoressa Ramelli che introdusse piuttosto il suo lavoro di traduzione dei testi in copto di Nag Hammadi, fummo costretti a seguire un vero e proprio sproloquio di Gustavo Raffi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia. Iniziò ringraziando la Ramelli per il suo eccellente lavoro. Poi passò a ridefinire l’importanza di questa edizione del Corpus, tentando di accostarla alla rinascita di una Massoneria che voleva emergere dalla sua stantia funzione speculativa per tornare alle sue origini anche ritualistiche. Gli Hermetica, che tanti alchimisti e massoni ha ispirato, provenivano dall’Egitto e, anche se questo non è stato esplicitamente affermato, stavano alla base dell’istituzione massonica mondiale. Non lo disse, certo, ma dal suo discorso questo è ciò che si poteva dedurre tanto che si tratta di un credo largamente diffuso tra i massoni.
Ma quale sarebbe la verità?
Secondo molti studiosi è possibile che alcuni dei testi ermetici più antichi siano scaturiti da tradizioni di stampo egizio che fanno riferimento esplicitamente a rituali misterico-iniziatici e miti antichi in qualche modo ereditati o introdotti alla nascita della Massoneria, prima della data del 1717, anno in cui fu istituita la Massoneria ufficiale speculativa. In più, essendo Ermete visto come il depositario di tutta la conoscenza umana, si è supposto che egli fosse in realtà identificabile con il padre dell’umanità. Ovvero, tutta quella serie di personaggi mitologici, legati al mito del Diluvio, che preservarono la conoscenza umana dalla distruzione totale. Da qui la convinzione che attraverso gli insegnamenti di Ermete Trismegisto sarebbe stato possibile elevarsi e scoprire i segreti delle Piramidi, del Tempio di Salomone e di Dio stesso. Una risposta al quesito, ovviamente non esiste, poiché non possediamo le copie originali dei testi di Ermete o del reale autore.
Immagine dei relatori della conferenza sul Corpus Hermeticum Al termine della pantomima del Gran Maestro, che sembrava più che altro una trama di Dan Brown, l’incontro ebbe fine ed un applauso direi quasi “massonico” scrosciò nella sala. Avviandoci verso l’uscita notammo come in molti si accalcassero per assicurarsi una copia dell’opera ermetica, in vendita presso un banco improvvisato.
La notte romana ci accolse col suo tepore, le luci di Piazza Navona inghiottirono il vorticare di quanto era stato detto e che ancora persisteva nella mente. Tirai fuori dalla mia tasca il volantino bianco che annunciava la serata appena trascorsa e rimasi a fissarlo sotto la luce fioca di un lampione mezzo rotto. Era stata una serata interessante passata tra molti massoni romani. Gente ben vestita che non ha nulla dell’aria losca che ne pervade la nostra immagine mentale. Sorrisi alla mia ragazza e pensai a quanto fosse strano che un testo antico tradotto nel Rinascimento avesse ancora oggi una tale importanza. Un’importanza che esulava dal valore storico e filologico. Un’importanza che trascinava professori, ragazzi e persone rispettabili a disquisire su argomenti che la nostra civiltà moderna considera retaggio di un’epoca morta e sepolta.
Cosa significa davvero per l’umanità il Corpus Hermeticum?
Indice articolo
Introduzione

Il Corpus Hermeticum e la sua comparsa in Europa


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