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Editoriale n°6
Nel 2003 ci recammo assieme ad Alessandro Marcon,
capotecnico della soprintendenza del Ministero dei Beni
Culturali, a Calvi dell'Umbria. Dovevamo accordarci con
l'ex sindaco e girare alcune scene nella Sala Consiliare
del Palazzo Comunale. Fu così che venimmo catapultati nella
storia.
Trovammo infatti il Primo Cittadino alle prese con lo
svuotamento di una cripta della Chiesa Antica di Calvi. Con
un largo sorriso ci invitò a scendere l'instabile scala a
pioli e a mescolarci con gli operai per assistere alle fasi
dello scavo. Ci calammo nel sotterraneo della chiesa dalle
cui polverose pareti spuntavano ossa frammentate e crani
incrostati risalenti almeno all'anno milleduecento.
Ci guardammo attorno ed esaminammo alcune ossa dissepolte.
Infine, senza aver ricevuto alcun preavviso, notammo con
stupore ciò che era stato scoperto. Uno splendido affresco
in stile bizantino, probabilmente un santo, decorava quella
sinistra tomba. Ci avvicinammo senza credere ai nostri
occhi. La figura sembrava voler uscire con tutte le sue
forze dalla prigione che l'aveva occultata per centinaia
d'anni. Noi, cittadini ben vestiti, poco ci adattavamo a
quel quadretto archeologico, ma lo spirito era lo stesso
del nostro accogliente ospite di Calvi.
Oggi il documentario girato nelle occasioni che seguirono, è stato
rimontato ed è attualmente in postproduzione. Abbiamo
voluto che questo filmato divenisse la prima puntata di
Terra Incognita - Gli enigmi della storia, forse, perché mai
dimenticheremo l'esperienza condivisa da quell'uomo con due
ragazzi appena conosciuti. L'esaltante esperienza di una
scoperta di grande interesse storico, archeologico e
religioso.
(Alessandro Moriccioni)
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