» Editoriale n.19 – Settembre 2009

Editoriale n.19 – Settembre 2009

di Alessandro Moriccioni

Alessandro Moriccioni nel museo di Trevignano
Alessandro Moriccioni nel museo di Trevignano

Mi trovo davanti al lago. La brezza lo attraversa per giungere fino a me rinfrescata e colma di mille odori. Questo antico bacino lacustre, che in origine si chiamava Lacus Sabatinus, oggi meglio conosciuto come Lago di Bracciano, è ricchissimo di storia. Ovunque si respirano arie medievali, si odono in lontananza i liuti etruschi che risuonarono tra queste valli ed è possibile incappare in sperduti villaggi dell’età della pietra. L’uomo qui non ha mai smesso di abitare. Sarà certamente la magia del luogo, di questo splendido e vastissimo lago. Da dove scrivo, nel patio di una grande casa arroccata in collina, posso godere di una vista infinita, del sole che s’infrange sulle onde, dell’immensità di un azzurro intenso che nulla ha da invidiare al cielo. Non rimpiango in nessun modo di essere rimasto in Italia, ho il mio libro “Racconti dei Saggi Sufi” sul tavolo davanti a me e mi perdo filosoficamente nella leggerezza dell’essere, dopo la disavventura che mi ha impedito di recarmi a Dublino, in Irlanda. Dovevo girare un breve servizio sul trilite di Burren nel Clare, per la seconda puntata di Pillole di Terra Incognita. Ma complici una giornata storta ed una poco professionale signorina all’imbarco della compagnia aerea Low Cost malauguratamente scelta tra tante, il sogno di un po’ di pioggia e di malinconica bruma irlandese, al posto del latino caldo infernale, è tristemente naufragato. Anche se solo per qualche mese. Per Gennaio dovrei essere in grado di riprendere il filo e mostrare a tutti Voi il dolmen dell’Isola Verde. Per il momento mi sono ritrovato ad esplorare questa terra, visitata innumerevoli volte ma mai osservata veramente. Il viaggio, dunque, lo intraprenderemo insieme per assaggiare, anche se in forma ridotta, il sapore della sua storia. Tuttavia mentre mi affaccio dal giardino baciato dal sole, chiudendo gli occhi e offrendo il mio viso al vento che sale sussurrando le voci del paese, non posso che pensare ad un amico di Terra Incognita che ha messo la sua vita al servizio dell’informazione senza censure per semplice amore della verità. Maurizio Decollanz conduttore del popolarissimo programma di Odeon TV “Rebus – Questioni di Conoscenza” quest’anno molto probabilmente non vedrà ripartire la sua creatura; forse il miglior programma sul mistero storico. Senza inutili effetti speciali, ci raccontava realtà inquietanti sul nostro passato e sulla nostra attuale bugiarda società. Non voglio certo insinuare che qualcuno abbia voluto mettere il bavaglio ad un programma scomodo, no questo no. I problemi della rete televisiva sono già noti da tempo, ma che non vogliamo ne faccia le spese una redazione di valore, questo sì, lo gridiamo eccome.
Maurizio certamente risorgerà con nuove idee e rinnovato entusiasmo, non siamo qui per fare un elogio funebre, ma siamo stanchi di veder pagare i programmi culturali per gli errori di qualcun altro. E’ ben poca cosa, lo sappiamo bene, dire “Tutta la Redazione di Terra Incognita vi è vicina…” non sono condoglianze. Ma cosa potremmo fare di più se non esternare rammarico e indignazione. Basta un atto di ignoranza e la semplice indifferenza ad impedire per sempre a chiunque di parlare. Chi decide che la cultura è sacrificabile sta di fatto applicando un’inconsapevole censura. Oggi la televisione ne impone molta ostentando volgarità ed effimere illusioni.
Mentre il fruscio del flebile vento raccoglie la mia voce di dissenso, qui sul patio di una casa affacciata sul lago quieto, resto speranzoso che lo stesso impalpabile zefiro porti consiglio a chi si sta arrogando il diritto di scegliere per noi ciò che dobbiamo sapere, guardare ed apprezzare.