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	<title> &#187; Libreria</title>
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		<title>L&#8217;energia delle forme</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jul 2009 13:49:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[marcon]]></category>

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		<description><![CDATA[Estratto del capitolo 4 del libro "La molteplicità dell'uno" scritto da Alessandro Marcon]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Estratto del capitolo 4 del libro <strong>&#8220;La molteplicità dell&#8217;uno&#8221;</strong> scritto da <em>Alessandro Marcon</em>.<span id="more-905"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Un barlume di luce ci può venire dalle ricerche che alcuni scienziati meno ortodossi hanno compiuto sulle Piramidi. Alcuni ricercatori hanno costruito un modello in scala della Piramide di Cheope, che chiunque può costruire vendo come riferimento la quadratura del cerchio, problema che ha occupato per molto tempo la mente dei matematici e che consiste nel trovare un quadrato che rispondesse alle stesse regole geometriche del cerchio. La soluzione ottimale, fu data dalla forma piramidale e dalla Piramide di Cheope in particolare. Infatti in quest&#8217;ultima il rapporto fra l&#8217;altezza e il perimetro di base è simile a quello che si ha fra il raggio e la circonferenza. Per cui il rapporto C = 2[r è dato, nel caso della piramide, da: P = 2[h. Applicando questa semplice formula sarà facile per chiunque costruire una piramide sperimentale avente le giuste proporzioni. Potranno così essere eseguiti in casa, con una piramide fatta artigianalmente, alcuni esperimenti. La piramide potrà essere costruita con qualsiasi materiale che non contenga elementi metallici, metallo che non dovrà essere presente neanche nelle immediate vicinanze, come deve essere anche abbastanza lontana da influenze esercitate da campi magnetici o elettromagnetici come radio, televisori o qualsiasi apparecchio elettrico che possa influire sul campo energetico generato dalla sua forma.<br />
Vediamo ora quali esperimenti sono stati condotti e quali i risultati conseguiti.<br />
Una volta orientato perfettamente un suo lato verso Nord, si potranno eseguire in casa semplici esperimenti come rifare il filo alle lamette oppure mummificare piccole parti di materiale biologico.<br />
Uno di questi esperimenti può essere quello di prendere una comune lametta da barba, che ha perso la sua affilatura, e porla per una notte sotto alla piramide. Vedrete che, sorprendentemente, la mattina dopo avrà riacquistato il suo filo. Un evidente effetto fisico ottenuto senza l&#8217;applicazione d&#8217;alcuna forza meccanica. Cosa è successo? Evidentemente la lametta ha riacquistato la sua perduta strutturazione grazie all&#8217;intervento di una qualche energia che ne ha ricostituito l&#8217;allineamento molecolare. E&#8217; stata cioè 58 ricostruita e riordinata la struttura cristallina costituente il filo della lama, grazie evidentemente all&#8217;intervento di, per ora non meglio specificabili, energie che hanno agito lungo le linee di forza, le stesse linee che erano alla base della struttura originaria e sulle quali si sviluppa e cresce tutta la materia.<br />
E’ stato eseguito un esperimento in cui si è voluto dimostrare che non era la forma piramidale a causare la rigenerazione del filo delle lamette, ma bastava semplicemente orientarle verso il Nord magnetico per ottenere lo stesso effetto. Con questo esperimento hanno semplicemente dimostrato l’esistenza di correnti energetiche che influiscono sul filo cristallino delle lamette. Nessuno ha mai voluto affermare che la Piramide creasse dal nulla un qualche tipo di forza sconosciuta in quanto niente si può generare dal nulla, ma vi deve essere sempre e comunque una qualsiasi forma di energia preesistente che possa condurre ad un effetto. La forma piramidale è solo un amplificatore di queste forze. Infatti lo stesso esperimento condotto dentro una piramide ottiene il medesimo effetto per un periodo molto più lungo, che può giungere anche fino ad un anno per una singola lametta.<br />
Ho eseguito personalmente l’esperimento con una confezione di lamette bilama usate. Orientandole semplicemente verso il Nord magnetico hanno mantenuto il loro filo per circa un mese dopodichè erano inutilizzabili. Le stesse lamette poste sotto alla piramide hanno riacquistato il filo e le sto ancora usando dopo oltre 5 anni dall’inizio dell’esperimento.<br />
D’altronde, avendo subito degli effetti anche frutti e materiali biologici posti dentro la struttura, se dipendesse esclusivamente dall’orientamento, non si capisce come si potrebbe orientare un frutto verso il Nord!<br />
Esperimenti eseguiti in laboratorio, hanno dimostrato come la forma piramidale rallenti in modo notevole la precipitazione delle sostanze colloidali nelle cellule, responsabili dei processi d&#8217;invecchiamento. E&#8217; stata inoltre riscontrata un’assenza, o comunque un notevole rallentamento, dell&#8217;attività batterica all&#8217;interno della piramide; le persone malate o ferite poste al suo interno riducevano notevolmente il loro periodo di convalescenza, mentre erano nel contempo stimolati i processi rigenerativi delle cellule. Si è insomma riscontrato nei molti casi studiati, la presenza di una non meglio identificata attività energetica che influiva 59 significativamente sui processi naturali, modificandone il naturale decorso.<br />
Aggiungendo al riscontro di questa casistica fenomenologica il fatto che la piramide provoca questi fenomeni grazie alla sua precisa e predeterminata forma, al preciso orientamento e a particolari ed eccezionali modalità di costruzione, appare improbabile, se non impossibile, che tale opera sia stata eseguita dagli antichi egizi.<br />
Sarebbe altresì un opera eseguita da una civiltà precedente, della quale gli egiziani erano depositari solo di una minima parte del loro sapere, una civiltà che aveva precise ed approfondite cognizioni su come agiscono le energie cosmiche e come potevano essere sfruttare.<br />
Ma quali sono queste energie e come le sfruttavano?</p>


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		<title>La religione</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jul 2009 13:47:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libreria]]></category>
		<category><![CDATA[marcon]]></category>

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		<description><![CDATA[Estratto del capitolo 3 del libro "La molteplicità dell'uno" scritto da Alessandro Marcon.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Estratto del capitolo 3 del libro <strong>&#8220;La molteplicità dell&#8217;uno&#8221;</strong> scritto da <em>Alessandro Marcon</em>.<span id="more-902"></span></p>
<h5 style="text-align: justify;">Fede o logica?</h5>
<p style="text-align: justify;">Il mistero dell&#8217;esistenza, il mistero della vita, il mistero della morte, sono questi gli interrogativi ai quali l&#8217;uomo ancor oggi cerca di dare una risposta.<br />
Innumerevoli filosofi hanno speso milioni di parole e molte religioni sono nate e sono morte senza trovare una risposta definitiva e concreta, ma è proprio in esse che l&#8217;uomo ha sempre cercato un conforto dalle sofferenze di quest&#8217;esistenza terrena.<br />
Molteplici sono state le dottrine predicate dai profeti d’ogni razza e popolo il quale, prendendo esclusivamente come suo l&#8217;insegnamento d’ogni singolo profeta, se ne appropriò, ergendosi ad unico detentore della &#8220;Verità&#8221;.<br />
Quello che sembra nessuno abbia mai voluto voler capire è che la &#8220;Verità&#8221; è una ed è la medesima che predicavano tutti i profeti e, se hanno reso manifesta la loro parola proprio in quel luogo e a quel popolo, non per questo il loro insegnamento non deve considerarsi universale poiché, quali esseri umani, in un luogo dovevano pur manifestarsi! Fu così che ogni popolo, credendosi unico depositario della &#8220;Verità&#8221;, cominciò a propagare la parola del suo profeta e l&#8217;insegnamento, passando di bocca in bocca, cominciò ad essere cambiato ed interpretato secondo gli usi ed i costumi delle popolazioni che l&#8217;accolsero. Nacquero così scismi e varie correnti religiose e si perse ad ogni passaggio un po’ della parola originale. Per questo ci troviamo di fronte a molteplici, a volte contraddittorie, interpretazioni di un medesimo insegnamento.</p>
<h5 style="text-align: justify;">Esistenza oltre la morte. L&#8217;evoluzione dell&#8217;energia madre</h5>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le energie dell&#8217;uomo<br />
</strong>Gli argomenti che saranno trattati in questo capitolo sono apparentemente complessi. Chi ad essi non s’è mai avvicinato prima d&#8217;ora, non si lasci prendere dagli immediati dubbi che certi termini o concetti gli potrebbero far sorgere. Tutto è collegato da un filo ed i vari &#8220;nodi&#8221; si scioglieranno a mano a mano che s&#8217;andrà avanti con il discorso e se avrete la costanza di seguirlo fino in fondo, allora potrete trarre le vostre conclusioni.<br />
Di là da quanto predicato dalle Religioni, vediamo per ora quali possono essere le prove oggettive della persistenza di una qualche forma d&#8217;energia senziente dopo la morte del corpo fisico.</p>
<p style="text-align: justify;">Per cui, come prima il nostro corpo era sensibile alle energie fisiche, ora il nostro spirito sarà sensibile alle energie &#8220;eteriche&#8221;: ogni corpo risponde e reagisce agli stimoli dell&#8217;ambiente con il quale è compatibile.<br />
Spero che questo punto sia risultato abbastanza chiaro, perché è servito da introduzione per l&#8217;esposizione di un pensiero che ha preso molto piede in oriente, ma che è tuttora molto osteggiato sia dalla scienza sia dalle Religioni occidentali: la reincarnazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le vie della vita<br />
</strong>All&#8217;inizio, quest&#8217;Universo, con tutta la sua massa e tutta la sua energia, era concentrato in un&#8217;infinitesima zona di spazio-tempo.<br />
Naturalmente la concentrazione di una tale massa (che si sarebbe evoluta in miliardi di miliardi di stelle) in quella minima frazione di spazio, provocò una situazione molto particolare nella &#8220;materia&#8221; costituente. Ma, in quella fase del nostro Universo, non sarebbe neanche esatto chiamarla materia. Essa era infatti una sorta di coacervo di plasma ed energia in cui erano potenzialmente presenti tutti i costituenti dell&#8217;Universo, ma non ancora espressi nella loro momentanea forma e consistenza attuali. Questa massa, vista l&#8217;enorme pressione alla quale era sottoposta doveva necessariamente avere una temperatura elevatissima. Inoltre, un tale concentramento di massa in uno spazio così ristretto, doveva portare questo &#8220;Uovo Primordiale&#8221; o &#8220;Nucleo Primevo&#8221;, ad assomigliare molto strettamente ad un buco nero: un oggetto stellare chiuso in sé stesso, non rilevabile all&#8217;esterno in altro modo se non a causa delle forti interferenze gravitazionali, anche se parlare d&#8217;osservatore esterno sarebbe, in questo caso, un eufemismo. Ma un buco nero, nonostante le sue doti del tutto peculiari, avrebbe anch&#8217;esso una sua massa critica, raggiunta la quale s&#8217;innescherebbe un velocissimo processo di destabilizzazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La ruota delle esistenze<br />
</strong>In tutte le religioni è presente il concetto di Trinità: Padre, Figlio e Spirito Santo &#8211; Brahma, Shiva e Vishnu &#8211; Iside Osiride e Horus ed altre ancora. Esse vogliono in ogni caso essere una rappresentazione delle diversificazioni dell&#8217;Energia Madre, rappresentata dal Padre. Questa, una volta divisasi dalla matrice energetica primeva, dette origine alla sua controparte fenomenica, ossia il mondo materiale, rappresentato dal Figlio, in quanto generato dall&#8217;Unità Primordiale Indifferenziata. Ma, la Controparte Fenomenica, per potersi manifestare quale espressione dell&#8217;Unità Generatrice, ha bisogno di una forma di energia che funga da contatto e catalizzatore tra i due e ne possa quindi permettere la manifestazione, dal livello più sottile a quello più denso. Ed è quest&#8217;ultima energia che è rappresentata dallo Spirito Santo.<br />
Esso quindi rappresenterebbe l&#8217;Energia espressiva dell&#8217;Assoluto. Ed è questo concetto che si vuole raffigurare nella figura del triangolo.<br />
Lo stesso concetto è stato rappresentato simbolicamente anche con la forma piramidale. In essa, infatti, il vertice rappresenta l&#8217;Unita Generatrice esso, lungo il lato, si scinde dapprima in due, a rappresentare la dualità dell&#8217;Universo, quindi si chiude in basso tramite il segmento di base che, unendo le due linee, rappresenta l&#8217;Energia che le riunisce nell&#8217;equilibrio sviluppando, nel quadrato della base, la rappresentazione simbolica della manifestazione a livello materiale e il tutto, proporzionalmente, è inseribile nel cerchio, simbolo dell&#8217;infinito ed eterno ciclo nel quale il Tutto è inserito.<br />
Dall’espressione fenomenica di questa unitarietà originaria, furono emanate un infinità di particelle energetiche, che chiamerò, per essere in sintonia con la terminologia usata nella citata &#8220;Dottrina Segreta&#8221;, monadi.</p>


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		<title>Le civiltà perdute</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jul 2009 13:43:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Estratto del capitolo 2 del libro "La molteplicità dell'uno" scritto da Alessandro Marcon]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Estratto del capitolo 2 del libro <strong>&#8220;La molteplicità dell&#8217;uno&#8221;</strong> scritto da <em>Alessandro Marcon</em>.<span id="more-899"></span></p>
<h5 style="text-align: justify;">Atlantide</h5>
<p style="text-align: justify;">Molte sono le leggende che riallacciano le origini di molte civiltà ad un passato leggendario, che ci parla di mitiche terre ormai perdute e sepolte sotto le sabbie dei deserti o sommerse dalle acque degli oceani.<br />
Molto al riguardo è stato scritto dagli autori moderni o del passato.<br />
La storia cui più spesso si fa riferimento è quella accennata da Platone nel Timeo e approfondita nel Crizia che, come molti ben sanno, narra della scomparsa del mitico continente d’Atlantide.<br />
Atlantide! Un nome che ci richiama alla mente mitiche e favolose terre, popolate da una civiltà presentataci dalla prolifica narrativa letteraria e cinematografia come appartenente al modello classico greco-romano. Questa è però una libera interpretazione d’alcuni autori e tale civiltà, come avremo modo d&#8217;appurare, non era basata su quel modello ma, probabilmente, era una civiltà tecnologica avanzata, anche se di un tipo a noi del tutto sconosciuto.<br />
Ma cosa è stato appurato a tutt&#8217;oggi dalla scienza e dalle ricerche effettuate al riguardo circa l&#8217;esistenza di questo mitico continente perduto?</p>
<p style="text-align: justify;">Alcuni ricercatori hanno voluto individuare i resti delle antiche terre sommerse quando, a seguito d&#8217;analisi ecografiche e batimetriche del fondale atlantico, hanno rilevato la presenza di vasti pianori e catene montuose. Un conforto a quest&#8217;ipotesi sarebbe dato da ricerche effettuate dalla scienza ufficiale (ovvero proprio dai suoi detrattori). La teoria sopra menzionata della tettonica a zolle, sarebbe stata screditata da ricerche effettuate da un’équipe italo-russa, il cui risultato è stato pubblicato in Italia dalla rivista scientifica &#8220;le Scienze&#8221; (edizione italiana dello Scientific American) n° 305/94, dalla quale cito questa parte d’articolo:</p>
<p style="text-align: justify;">Senz’altro da porre in evidenza i rilevamenti eseguiti dalla nave laboratorio Akademik Petrovsky la quale cominciò a prendere fotografie subacquee dell’arcipelago delle Horseshoe, 450 km ad ovest di Gibilterra, nel Gennaio del 1974.</p>
<p style="text-align: justify;">E ancora la scienza ufficiale continua a negare. Questo perché, prendendo in esame solo un singolo reperto esso non si rivela significativo ma unendoli, come a voler comporre un gigantesco puzzle, l&#8217;evento acquisterebbe ben altra dimensione e significato.<br />
Proviamo ora a fare questo lavoro, considerando qualcuno di questi casi.<br />
La leggenda colloca la fine d’Atlantide in un periodo all&#8217;incirca fra i 9.500 ed i 10.500 anni a.C.; vediamo quali eventi risalenti a quell&#8217;epoca si sono verificati nella storia geologica della Terra:</p>
<p style="text-align: justify;">Le prove scientifiche verrebbero da una teoria avanzata dal geologo Alexander Tollmann, dell&#8217;Università di Vienna geologo dell&#8217;Università di Vienna, avrebbe trovato tracce di un impatto cometario in strati geologici risalenti ad un periodo che potrebbe andare dal 9.500 al 10.500 a.C. (rif. FOCUS n. 67 del set. 1996 e &#8220;geologia del Diluvio Universale&#8221; del prof. Bruno d’Argenio). Egli afferma, in base al rinvenimento di tectiti (frammenti di roccia fusa da impatto meteorico) in strati geologici risalenti ad un periodo tra l&#8217;8.000 ed il 10.000 a.C., che un corpo di notevoli dimensioni, probabilmente costituito da frammenti di un nucleo cometario, abbia impattato la Terra (fig. a lato). Un episodio simile a quanto avvenne su Giove nel 1994, con la cometa Shoemaker-Levi. Tale evento avrebbe provocato una catastrofe a livello planetario, che avrebbe causata la scomparsa di quel continente.</p>
<p style="text-align: justify;">Tratto da un papiro della XII Dinastia conservato all&#8217;Ermitage di San Pietroburgo:<br />
&#8220;In tempi lontanissimi dai cieli cadde una stella e le fiamme consumarono tutto. Tutti furono bruciati ed io solo ebbi salva la vita. Ma quando vidi quell&#8217;enorme montagna di corpi ammassati, anch&#8217;io mi sentii quasi morire per la disperazione&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Vediamo nella tabella (fonte &#8220;Geologia del Diluvio Universale&#8221; del prof. Bruno D&#8217;Argenio, dell&#8217;Università di Napoli), gli effetti di un impatto siderale.</p>
<p style="text-align: justify;">Solo la pietra rimane, muta testimonianza delle grandi opere del passato. Con questo si può portare l&#8217;attenzione su alcune grandi opere che ancora testimoniano gli splendori raggiunti da un’antica e perduta civiltà e che solo impropriamente sono attribuite agli antichi Egizi: le Grandi Piramidi, in particolare quelle di Cheope e Chefren, e la Sfinge della piana di el-Gizeh.</p>


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		<title>Civiltà extraterrestri</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jul 2009 13:39:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libreria]]></category>
		<category><![CDATA[marcon]]></category>

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		<description><![CDATA[Estratto del capitolo 1 del volume "La molteplicità dell'uno" scritto da Alessandro Marcon.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Estratto del capitolo 1 del volume <strong>&#8220;La molteplicità dell&#8217;uno&#8221;</strong> scritto da <em>Alessandro Marcon</em>.<span id="more-896"></span></p>
<h5 style="text-align: justify;">L&#8217;universalità della vita</h5>
<p style="text-align: justify;">Fin da quando l&#8217;uomo ha volto il suo sguardo verso il cielo ha sempre visto e descritto fenomeni celesti che ha attribuito agli dei.<br />
Ne rintracciamo testimonianza negli antichi testi sacri di tutte le religioni e nelle cronache storiche d&#8217;autori greci e latini, su cui si possono trovare testi specializzati.<br />
Si può già fare un primo riferimento ad alcuni brani tratti da: &#8220;Il libro dei prodigi&#8221; di Giulio Ossequiente.</p>
<p style="text-align: justify;">NEL SECONDO CONSOLATO Dl PUBLIO TUBERTO E Dl AGRIPPA MENENIO LUNATO<br />
500aC. / 251 ab U.c.<br />
Per lungo tempo nella notte furono visti ardere nel cielo oggetti infiammati dalla forma di lance da combattimento.</p>
<p style="text-align: justify;">NEL CONSOLATO DI AULO POSTUMIO ALBINO REGILLENSE E DI SPURIO FURIO MEDULLINO FUSCO<br />
461 a.C. / 290 ab U.c.<br />
Fu visto nuovamente e con grande fulgore ardere il cielo e molti altri prodigi di forme e figure strane si mostrarono agli sguardi spaventati degli spettatori. Per questi prodigi ci si astenne per tre giorni da ogni lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;">NEL CONSOLATO DI PUBLIO AFRICANO E DI GAIO FULVIO 132 a.C. / 618 ab U.c.<br />
In Aminterno fu visto di notte un sole e la sua luce fu vista per un certo tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">NEL CONSOLATO DI GAIO MARIO E DI LUCIO VALERIO<br />
98a.C. / 652 ab U.c.<br />
Verso l&#8217;ora del tramonto del sole un corpo rotondo simile ad uno scudo fu visto passare rapidamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Da notare che tanto Plinio il Vecchio che Livio indicavano col termine &#8220;arma&#8221; lo scudo. Questo prodigio celeste si presentò dunque come se vi fossero degli &#8220;scudi in cielo&#8221;. L&#8217;interpretazione e anche avvalorata da Livio quando, in altri passi delle sue &#8220;Storie &#8220;, usa il termine &#8220;clypeus ardens&#8221;?, ossia lo &#8220;scudo di fuoco &#8220;, che s&#8217;identifica pure con lo stesso fenomeno o corpo celeste, ricordato col termine &#8220;sol &#8220;. &#8220;Arma&#8221; significa anche &#8220;armata&#8221;; oggi potremmo dire &#8220;squadriglia&#8221; o &#8220;formazione aerea&#8221;. La descrizione di questi oggetti celesti, non meglio precisati dagli autori antichi, rende incerta qualunque nostra supposizione. D&#8217;altra parte non si può neppure pensare a piccole meteore in collisione, impegnanti tutta la volta celeste visibile dai luoghi da cui fu possibile osservare il prodigio.<br />
Anche facendo menzione al Testo Sacro più vicino alla cultura occidentale &#8220;la Sacra Bibbia&#8221; si possono trovare alcuni riferimenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche oggi non mancano testimonianze d&#8217;avvistamenti d’eventi che sembrano uscire dall&#8217;ordinario: miraggi, fenomeni atmosferici, psicosi collettiva, prodotti della moderna tecnologia o&#8230; visitatori dallo spazio?<br />
Le ipotesi sono molteplici e molto influisce anche il desiderio di notorietà di parecchi individui e l&#8217;ignoranza e l&#8217;ingenuità di molti osservatori.<br />
In merito alla casistica UFO, il dr. Hynek propose una classificazione degli avvistamenti che viene attualmente adottata in tutto il mondo.<br />
Hynek distingue infatti, a seconda del contenuto dei rapporti, 6 tipi base di avvistamento, tre a distanza e tre ravvicinati.<br />
Gli avvistamenti &#8220;a distanza&#8221; vengono denominati e distinti nel modo seguente:<br />
<strong>1.</strong> Luci notturne, ovvero fonti luminose di notte viste nel cielo, la cui traiettoria risulta non riferibile né ad aerei, né a pallonisonda, né a meteore, né a satelliti artificiali e che sovente danno l&#8217;impressione di un comportamento intelligente.<br />
<strong>2.</strong> Oggetti diurni, ovvero corpi di spetto metallico, di forma prevalentemente circolare, di colore per lo più argenteo, capace di prestazioni che sembrano violare le leggi fisiche conosciute: velocità supersoniche senza produzione del caratteristico&#8221;bang&#8221;, arresti improvvisi, stazionamenti in aria, accelerazioni fulminee virate ad angolo retto senza apparente rallentamento, moti peculiari come oscillazioni, rotazioni, perdite di quota a &#8220;foglia morta&#8221;.<br />
<strong>3.</strong> Radar-visuali, ovvero apparizioni sullo schermo radar di bersagli ben definiti, non riferibili a malfunzioni radar né a fenomeni atmosferici, con contemporanea percezione visuale, nello stesso punto del cielo esplorato dal radar, di luci od oggetti insolti del tipo descritto nelle due categorie precedenti.<br />
Le osservazioni &#8220;ravvicinate&#8221; sono quelle fatte a meno di duecento metri di distanza. Esse costituiscono il dato di maggiore interesse offerto dalla statistica UFO, in quanto la vicinanza consente al testimone di percepire il fenomeno nei sui dettagli e rende molto meno plausibile l&#8217;ipotesi di un equivoco con un evento di tipo convenzionale. Hynek, originariamente, distingue tre diversi tipi di &#8220;incontro ravvicinato&#8221;:</p>
<p style="text-align: justify;">Di là da un‘analisi critica del fenomeno, che sarà affrontato in seguito, si può cercare di darne una spiegazione logica che se non servirà, in mancanza di dati certi e tangibili, a provarne l&#8217;incontestabile veridicità, potrà perlomeno renderlo accettabile alla ragione.</p>
<p style="text-align: justify;">Veniamo quindi ora alla seconda parte della domanda iniziale: la nostra Terra è stata visitata in passato da civiltà tecnologiche aliene? E, lo è tuttora?<br />
Qualsiasi ipotesi, anche per i meno scettici, deve essere comprovata da valide testimonianze ed osservazioni. Per quanto riguarda le antiche testimonianze, se ne possono trovare in abbondanza nei testi sacri di ogni religione. Parlando di quello più vicino alla nostra cultura occidentale, possiamo fare riferimento alla Bibbia. Molto si è scritto su quest&#8217;argomento ma saranno ricordati solo alcuni dei passi più indicativi, ai quali far seguire una possibile interpretazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci sono inoltre degli avvistamenti d&#8217;oggetti dovuti alla tecnologia dell&#8217;uomo fra cui: palloni sonda, dirigibili, satelliti artificiali o aerei.<br />
Fra questi ultimi ve ne possono essere alcuni che, in quanto prototipi d&#8217;avanzata tecnologia militare, si possono discostare anche di molto dalle forme e prestazioni che ci sono consuete. Cito, per esempio, lo &#8220;Stealth&#8221;, che ha fatto la sua apparizione nella Guerra del Golfo, o ancora il progetto “Aurora”, in cui vengono sperimentati gli ultimi ritrovati della tecnologia bellica.<br />
Tali velivoli, secondo quanto riferito da Edgar Fouche di Rothschild durante un congresso internazionale sugli UFO tenutosi a Laughlin, Nevada nel 1998, userebbero una tecnologia segreta di retroingegneria aliena e sarebbero orientati verso una forma di tipo triangolare:</p>
<p style="text-align: justify;">Sicuramente i governi (o i servizi che stanno dietro di loro) sanno sull&#8217;argomento più di quanto vogliano far credere, ma ne negano l&#8217;esistenza cercando in tutti i modi di gettare discredito su quanti sostengono &#8220;teorie extraterrestri&#8221;, ridicolizzandole e portando prove del tutto circostanziali per provare la non veridicità dei fenomeni osservati. Una motivazione a quest&#8217;atteggiamento potrebbe essere data dal fatto che, non sapendo assolutamente nulla né delle motivazioni per cui questi &#8220;visitatori&#8221; dallo spazio frequentano il nostro pianeta, né della loro provenienza, non saprebbero assolutamente quali spiegazioni dare all’opinione pubblica riguardo alla loro presenza sulla Terra. Conseguentemente, non essendo uso degli enti governativi e della scienza ufficiale ammettere la loro ignoranza, preferiscono la più agevole procedura d&#8217;insabbiare prove e testimonianze.<br />
D&#8217;altronde se, come affermano ufficialmente, veramente fossero convinti che non esistono altre forme di vita extraterrestri, che senso avrebbe porre direttive ai piloti civili e militari affinché forniscano dettagliati rapporti sugli avvistamenti o spendere miliardi per il progetto SETI col radiotelescopio di Arecibo a Portorico?</p>
<p style="text-align: justify;">Accontentano quindi i mezzi d&#8217;informazione (spesso gestiti dagli stessi governi) con spiegazioni del tutto superficiali atte solo a gettare discredito sull&#8217;avvenimento ma che, ad un più approfondito esame, che loro si guardano bene di fare, risultano del tutto inattendibili.<br />
Vorrei qui menzionare solo alcuni dei numerosi esempi che si potrebbero citare.</p>
<p style="text-align: justify;">Altro fatto per il quale affermarono, dando gran pubblicità alla cosa, d&#8217;avere dato una convincente spiegazione, è stato quello dei misteriosi cerchi nel grano che apparivano misteriosamente nella campagna inglese. La colpa di tutto, sarebbe stata da attribuirsi alla fantasiosa inventiva di due sessagenari inglesi che li avrebbero eseguiti manovrando un particolare attrezzo di loro invenzione.<br />
Anche qui tutti soddisfatti della spiegazione che avrebbe fatto cadere le presunte interferenze di extraterrestri o la presenza di strani fenomeni. Possiamo leggere in vari documenti presentati (es.: Giornale dei Misteri n. 246), particolari che ci danno la vera dimensione del fatto.</p>
<p style="text-align: justify;">Da menzionare, infine, un breve articolo apparso, solo per dovere di cronaca, su il Messaggero del 25 Agosto 1993 e che riporto integralmente:</p>
<p style="text-align: justify;">WASHINGTON &#8211; &#8220;Un gruppo di scienziati ha accusato la NASA di aver sabotato la sonda Mars Observer per non svelare l&#8217;esistenza di resti di una civiltà extraterrestre sul pianeta rosso. A sostenerlo sono gli studiosi del gruppo Mars Mission che hanno analizzato le celebri foto e i dati inviati diciassette anni fa dalle sonde spaziali Viking, arrivando alla conclusione che su Marte è esistita una civiltà avanzata. Tra gli scienziati, l&#8217;astronomo Tom Van Flandern (Università di Yale), il cartografo Erol Torun, della Defense Mapping Agency, il professor David Webb, della Commissione Spaziale Presidenziale e lo specialista d&#8217;immagini Mark Carlotto (Analytic Sciences Corporation). Gli studiosi affermano che le forme fotografate a suo tempo nella regione di Marte denominata Sidonia (Cydonia) sono due grandi strutture a forma di volto, alcune piramidi, una fortezza e una cittadella disposte a pentagono&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">una ricerca eseguita da tecnici della N.A.S.A. riportata sul: Journal of the British Interplanetary Society (vol. 43 pp. 203-208; 1990) nella quale si afferma come, a seguito d&#8217;accurate indagini eseguite al computer con l&#8217;analisi dei frattali, non ci sono probabilità accettabili che questa sia un&#8217;opera dovuta ad eventi naturali.</p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante cerchino di far credere che nessuna razza intelligente esista al di fuori del nostro pianeta, i governi, in particolare quello Americano, sanno sull&#8217;argomento più di quanto vogliano farci credere, specie se è vero, come hanno testimoniato numerosi personaggi degni di fede, appartenenti alle forze armate Statunitensi, che nel 1947 entrarono in possesso di un U.F.O. precipitato a Roswell, nel Texas, d&#8217;avere catturato vivo uno dei suoi occupanti e d&#8217;averlo tenuto sotto osservazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Riguardo alla tecnologia aliena acquisita c&#8217;è la testimonianza di Bob Lazar, un tecnico che ha lavorato diversi anni nella base segreta nominata &#8220;Area 51&#8243;.</p>


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		<pubDate>Wed, 15 Jul 2009 13:28:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Terra Incognita mette a disposizione anche alcuni volumi scaricabili gratuitamente in formato pdf.
La redazione ringrazia tutti gli autori che hanno messo a disposizione i propri studi e le proprie ricerche.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Terra Incognita mette a disposizione anche alcuni volumi scaricabili gratuitamente in formato pdf.<br />
La redazione ringrazia tutti gli autori che hanno messo a disposizione i propri studi e le proprie ricerche.<span id="more-875"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-876" src="http://www.terraincognitaweb.com/wp-content/uploads/2009/07/adobe.jpg" alt="" width="80" height="115" /><em>Rolando Berretta, Tonino Pischedda</em><br />
<strong>La Sardegna nelle mire dei Cartaginesi</strong><br />
2006, 140 pag., 475 kb</p>
<p style="text-align: justify;">Gli autori sfatano, attraverso la comparazione delle fonti storiche, la leggenda secondo la quale i cartaginesi conquistarono la Sardegna già nel VI secolo a.C., ridatando quindi la colonizzazione cartaginese dell&#8217;isola al IV secolo a.C.<br />
<a href="http://www.terraincognitaweb.com/wp-content/uploads/2009/07/pischedda.pdf" target="_blank">Scarica il file</a></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-876" title="adobe" src="http://www.terraincognitaweb.com/wp-content/uploads/2009/07/adobe.jpg" alt="adobe" width="80" height="115" /><em>Daniele Solazzi</em><br />
<strong>Astrologia e simbolismo<br />
</strong>2007, 75 pag., 285 kb</p>
<p style="text-align: justify;">Viaggio tra i simboli astrologici legati agli archetipi umani. L&#8217;astrologia non più vista attraverso gli occhi del mago ma tramite la scienza psicologica che cerca di individuarne i contorni, non di arte divinatoria, ma di conoscenza profonda dell&#8217;essere.<br />
<a href="http://www.terraincognitaweb.com/wp-content/uploads/2009/07/solazzi.pdf" target="_blank">Scarica il file</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.terraincognitaweb.com/wp-content/uploads/2009/07/molt1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-879" title="Molteplicità dell'uno" src="http://www.terraincognitaweb.com/wp-content/uploads/2009/07/molt1.jpg" alt="Molteplicità dell'uno" width="80" height="115" /></a><em>Alessandro Marcon</em><br />
<strong>La molteplicità dell&#8217;uno<br />
</strong><br />
Il libro è composto da quattro capitoli di cui vengono forniti dei brevi estratti. Chi fosse interessato all&#8217;acquisto del libro, o di una singola parte, in formato elettronico può <a href="mailto:amarcon@infinito.it">contattare</a> direttamente l&#8217;autore del volume. E&#8217; inoltre possibile scaricare e leggere <a href="http://www.terraincognitaweb.com/wp-content/uploads/2009/07/molteplicita.pdf" target="_blank">l&#8217;introduzione</a> del libro.<br />
<a href="http://www.terraincognitaweb.com/2009/07/15/civilta-extraterrestri/">Capitolo 1 &#8211; Civiltà Extraterrestri</a><br />
<a href="http://www.terraincognitaweb.com/2009/07/15/le-civilta-perdute/">Capitolo 2 &#8211; Antiche Testimonianze</a><br />
<a href="http://www.terraincognitaweb.com/2009/07/15/la-religione/">Capitolo 3 &#8211; La religione</a><br />
<a href="http://www.terraincognitaweb.com/2009/07/15/lenergia-delle-forme/">Capitolo 4 &#8211; Energia delle forme</a></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-881" src="http://www.terraincognitaweb.com/wp-content/uploads/2009/07/dimario1.jpg" alt="" width="80" height="115" /><em>Angelo Di Mario</em><br />
<strong>Lingua etrusca &#8211; La ricerca dei Tirreni attraverso la lingua</strong><br />
2002, 145 pag., 714 kb</p>
<p style="text-align: justify;">Un viaggio attraverso la lingua etrusca e le derivazioni che tutte le lingue europee devono ad una tra le più misteriose popolazioni mai apparse nella storia. Angelo Di Mario presenta qui le sue tesi rivoluzionarie dopo un lavoro durato una vita.<br />
<a href="http://www.terraincognitaweb.com/wp-content/uploads/2009/07/dimario.pdf" target="_blank">Scarica il file</a></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-876" title="adobe" src="http://www.terraincognitaweb.com/wp-content/uploads/2009/07/adobe.jpg" alt="adobe" width="80" height="115" /><em>Alfredo M. Barbagallo</em><br />
<strong>San Lorenzo e il Santo Graal</strong><br />
509 pag., 2,6 mb</p>
<p style="text-align: justify;">Ipotesi di studio interpretativo su presenze storico-artistiche, archeologiche ed iconografiche nell&#8217;area basilicale di S. Lorenzo fuori le mura<br />
<a href="http://www.terraincognitaweb.com/wp-content/uploads/2009/07/barbagallo.pdf" target="_blank">Scarica il file</a></p>
<p><em><img class="alignleft size-full wp-image-876" title="adobe" src="http://www.terraincognitaweb.com/wp-content/uploads/2009/07/adobe.jpg" alt="adobe" width="80" height="115" />Andrea Angelucci<br />
</em><strong>I santuari repubblicani del Lazio: il caso di Gabii</strong><br />
2009, 102 pag., 440 kb</p>
<p style="text-align: justify;">Una splendida tesi di studio per un dottorato in archeoogia che ripercorre la nascita dei santuari nel Lazio, analizzandoli singolarmente.<br />
<a href="http://www.terraincognitaweb.com/wp-content/uploads/2009/07/santuari_lazio_angelucci.pdf" target="_blank">Scarica il file</a></p>


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