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Contatti
Alessandro Moriccioni, nato a Roma nel 1980, e Andrea Somma, nato a Roma nel 1978, sono da sempre grandi appassionati di storia e archeologia e seguendo questa vocazione hanno iniziato a lavorare per la testata Mystero, diretta da Luigi Cozzi, nel 2002. Dal 2004 collaborano anche con la rivista Archeologia Proibita.
Un loro articolo è stato tradotto e pubblicato in Germania nel 2004.
Nel marzo del 2005 hanno tenuto una conferenza a Terni dal titolo Le mappe impossibili, dalle tesi di Hapgood ai giorni nostri.
Nel dicembre 2006 è uscito il libro, edito da Profondo Rosso, Le piramidi hanno 10.000 anni di Stephen Mehler di cui hanno curato la traduzione in italiano e scritto l'introduzione.
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Francesco Paniccia (Ortona 1977, pianista e compositore) ha studiato Pianoforte al Conservatorio N. Piccinni di Bari, perfezionandosi sotto la guida di eminenti maestri in Italia e alle masterclass estive della Müsik Hochschüle di Saarbrücken (Germania), seguendo corsi di Musica Jazz e Composizione a Roma e presso il S.I.P.A (School of Intermedia and Performance Arts, Inghilterra).
Si è esibito con successo sia in Italia che all’Estero, collaborando attivamente col teatro e le arti performative.
Per Terra Incognita si occupa della sigla e della colonna sonora dei documentari.
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Giorgio Viola, nato a Roma nel 1981, dopo aver finito il liceo ed aver frequentato la Scuola Romana dei Fumetti inizia la sua carriera come ideatore e realizzatore grafico di tutti i personaggi ed i fondali per un film di animazione 3D, di cui cura la pre-produzione e lo stile visivo.
In seguito collabora con l’estero, prima come disegnatore per una rivista a fumetti dedicata a Tomb Raider e poi per una nota compagnia inglese come realizzatore di textures per applicazioni 3D, vendute su CD dalla suddetta compagnia.
Amico e collaboratore degli autori dei documentari da lunga data, si occupa della regia e partecipa al progetto anche come realizzatore delle animazioni in 3D e come creatore visivo della sigla e del logo.
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Alessandro Marcon. Nato a Roma nel 1951, sono impiegato al Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dapprima presso la Soprintendenza ai Monumenti di Roma, dove mi sono occupato di seguire lavori di restauro monumentale e quindi presso la Soprintendenza Archeologica.
Ho effettuato molti viaggi all'estero dei quali due sono rimasti maggiormente significativi. Uno effettuato per lavoro in Arabia Saudita, che mi ha dato modo di entrare in contatto con la cultura araba. L'altro in Egitto, che ha mi dato l'impulso ad indagare sui misteri delle antiche civiltà. Così mi sono dedicato allo studio della storia meno conosciuta dell'umanità che mi ha portato a pormi diversi interrogativi ai quali ho cercato di dare una risposta anche allontanandomi dai confini, a volte alquanto ristretti, della scienza ufficiale. Sempre cercando però di dare una risposta logica e quanto più documentata ai misteri che avvolgono la storia dell'uomo quali: civiltà extraterrestri, Altlantide, Piramidi, reincarnazione. Tali ricerche mi hanno portato a considerare che l'uomo e la sua storia rappresentano solo una piccola parte di un vasto universo, per la maggior parte sconosciuto, attraverso cui si sta evolvendo a fatica cercando di acquisire quella conoscenza che gli permetterà di capire come Egli sia una parte del Tutto ed il Tutto sia una parte di Lui.
E' autore del libro La molteplicità dell'uno.
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Rolando Berretta vide la luce nel 1947 e la candela, sul comodino, gridò: “ Io cero”. Finite le medie lo si ritrova in una officina tra fresatrici, torni, saldatrici e sulla forgia o sui campi di calcio. A diciotto anni, decide di cambiare vita. Nel 1965 lascia Terni e varca la soglia della Reggia di Caserta. Era in Aeronautica (Arma consigliata a chi non ha voglia di lavorare e studiare: andateci e sperimentatelo di persona). Nel 1968 arriva a Decimomannu in Sardegna.
Come speleologo comincia a girovagare per l’isola. Ma dov’era capitato? Nuraghi, pozzi sacri, domus de janas, dolmen e tombe dei giganti dappertutto. Ma chi c’era vissuto in Sardegna?
Altro che pastori. Quelli erano colleghi. Opere massicce senza un fregio e senza decorazioni.
Andato in pensione, decide di vederci chiaro. Compra un libro dove venivano riportate le sole fonti antiche che menzionavano la Sardegna. Bella copertina. C’era una Sardegna tolemaica.
Però, se la girava a specchio, forse rassomigliava a quella odierna. Trovati due giornalisti, che ne sapevano quanto lui sull’argomento (sic!) si è iniziato a lavorare. Cinque anni fa.
E’ cominciò il pellegrinaggio in tutte le Biblioteche. Trovati un paio di amici all'Università della III Età di Quartu sant’Elena (a pensarci bene erano parecchi) mise in piedi un laboratorio di ricerca storica. Si iniziò da Ichnussa (a forma di piede) l’antico nome della Sardegna. Resosi conto che quella era la Corsica (a forma di piede) fece altre verifiche. Quando scoprì che un certo Strabone, da Luni (La Spezia) vedeva la Sardegna e che tale Diodoro Siculo aveva fatto fondare Caralis (Cagliari) dai Focesi a Cyrno (Corsica)...capì subito che era una battaglia persa.
Gli resta il merito di aver scoperto che l’Uomo delle caverne... aveva le donne allegrotte e che un certo Ponzio Pilato era un giocherellone, nulla a che vedere con il personaggio descritto dai Vangeli. Quando gli portavano un condannato per giudicarlo , lui, per sdrammatizzare il momento, tirava fuori una moneta e chiedeva: “TESTA o CROCE?”
Questi è Rolando Berretta; un ternano finito in Sardegna; una terra dove si sente, ancor oggi, la presenza di un grande Popolo Antico. E’ uno dei – tantissimi- che non si è mai ritenuto appagato dalle spiegazioni accademiche sugli antichi Nuragici.
Quando, poi, ha letto che gli antichi Portolani riportano fedelmente le zone della Toscana, Liguria e Sardegna e cominciano ad essere meno precisi come ci si allontana da queste zone , quindi, possono essere stati fatti solo da Toscani o Liguri...
E' co-autore del libro La Sardegna nelle mire dei Cartaginesi.
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